Arriva la normativa Bail in, salva banche

La data del 1 gennaio 2016 è importante per tutti i risparmiatori, infatti rappresenta la data di entrata in vigore della normativa meglio conosciuta come Bail in. Altri neologismi usati sono Eligible liabilities e Bail-inable. La Legge 9 luglio 2015, n. 114, ha recepito la DIRETTIVA 2014/59/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 15 maggio 2014, meglio conosciuta con il nome di Bail in.

Il BAIL-IN è uno strumento di risoluzione che permette a Banca d’Italia di intervenire in caso di dissesto di un istituto bancario, garantendone la continuità operativa, al fine di salvaguardare l’interesse della collettività e indirettamente dell’intero sistema economico.
 
La normativa BAIL-IN, nasce nel recente passato a seguito delle numerose crisi di istituti bancari in Europa,  Dexia in Belgio, HypoAlpeAdria Bank in Austria, RBS in Gran Bretagna, ING in Olanda, etc., crisi  risolte con l’intervento dello Stato a spese di tutti i contribuenti.
La disciplina introdotta con la direttiva europea BRRD vuole rendere omogenee le normative nazionali, evitare l’acutizzarsi delle situazioni di difficoltà, coinvolgere direttamente gli azionisti e obbligazionisti degli istituti nella risoluzione delle crisi.
 
Come funziona
In caso di crisi dell’istituto, prima dell’intervento di salvataggio pubblico, sono chiamati a intervenire con una possibile riduzione dei loro attivi, gli azionisti, gli obbligazionisti e i depositanti dei vari istituti nell’ordine appena esposto. Per i depositanti sono garantiti – e quindi esclusi dalla procedura -  i primi 100.000 euro.
La nuova normativa entrerà in vigore dal 01/01/2016.
 
Quali passività sono escluse
Le passività escluse:
a) depositi protetti;
b) passività garantite, compresi i covered bonds;
c) qualsiasi passività derivante dal fatto che l’ente detiene attività o liquidità dei clienti (OICVM e FIA);
d) qualsiasi passività sorta in virtù di un rapporto fiduciario tra l’ente e un’altra persona (in quanto beneficiario), a condizione che tale beneficiario sia protetto dal diritto fallimentare o dal diritto civile in vigore;
e) passività nei confronti di enti, escluse le entità che fanno parte dello stesso gruppo, con scadenza originaria inferiore a sette giorni;
f) passività con durata residua inferiore a sette giorni, nei confronti dei sistemi o degli operatori dei sistemi di pagamento e di regolamento
g) una passività nei confronti di uno dei soggetti seguenti:
a) un dipendente, per quanto riguarda la retribuzione, i benefici pensionistici o altra remunerazione fissa dovute, ad eccezione della componente variabile della retribuzione che non è disciplinata da un contratto collettivo ovvero di quelle dei soggetti che assumono rischi significativi;
b) un creditore che ha fornito all’ente beni o servizi essenziali per il funzionamento quotidiano delle sue operazioni, compresi i servizi informatici, le utenze e la locazione, riparazione e manutenzione dei locali;
c) autorità tributarie e previdenziali, a condizione che si tratti di passività privilegiate ai sensi del diritto applicabile;
d) sistemi di garanzia dei depositi derivanti dai contributi dovuti.
 
A questo punto quindi è fondamentale capire che le banche non sono tutte uguali e che è importante prestare maggiore cura ai propri investimenti diversificandoli nel tempo e nello spazio.
 
Quali indicatori ci aiutano a valutare la solidità di una banca
 
Una banca oggi è ritenuta sufficientemente solida se rispetta alcuni parametri patrimoniali definiti dagli organi di controllo che devono essere comunicati con cadenza trimestrale.
Per le Banche i valori di riferimento per considerare una banca con un buon grado di solvibilità sono i seguenti:
 
 
Indicatori Valore minimo richiesto  
Total Capital ratio 8%
Tier 1 6%  
CET 1 4,5%  
 

Data del post: 26/09/2015

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