Equitalia: una macchina della riscossione pensata senza cuore

E' di questi gioni l'ondata di attacchi alle sedi di Equitalia, che genera crescente preoccupazione nei vertici delle istituzioni, sopratutto perchè, a nostro modesto avviso, difficilmente comprensibile e spesso grossolanamente e maldestramente interpretata come protesta verso un sistema di tassazione eccessivamente oneroso e vessatorio..

In realtà gli eventi di protesta, in alcuni caso con connotati di protesta violenta, non sono altro che la reazione di quella parte della popolazione che ha avuto la sventura d'incappare nella mostruosa efficienza della macchina della riscossione organizzata per esigere imposte, tributi e sanzioni, indipendentemente dalla leggittimazione giuridica delle stesse.

Non di rado si è assistito, in questi anni ad emissione di massa di "cartelle pazze", la cui 'emissione sotto forma di cartelle di riscossione per tributi non dovuti, veniva percepita dal contribuente come una vessazione ingiusta o di "mini cartelle" per bassi importi, per le quali opporsi sarebbe stata solo costosa questione di principio. Ma sullo stesso piano della percezione vessatoria si potrebbero tranquillamente ascivere: gli accertamenti fatti a tavolino utilizzando i soli studi di settore, le pretese derivanti da un accertamento da redditometro, i contraddittori con l'Agenzia delle Entrate, pensati dal legislatore come momento per prendere atto di errori da parte dell'Amministrazione Finanziaria, ridotti a rituali obbligatori a cui malcelatamente i funzionari si adeguavano, tutti intenti a raggiungere l'obiettivo di budget fissato dal dirigente.

Per non parlare del diffuso atteggiamento di sufficienza ed insofferenza di chi, trovandosi in prima linea con il contribuente, non sapendo quali accettabili risposte dare al contribuente dare, si sottrae alle proprie responsabilità "scaricado" il problema ad un altro ufficio, ad altra sede, ad altro momento.

Tutto ciò, negli anni, ha portato all'esasperazione di massa. 

Spesso si ascoltano dichiarazioni dei vertici dell'Amministrazione Finanziaria, nelle quali si prende atto, che ancora oggi, dopo anni di lotta all'evasione, il problema rimane di proporzioni impressionanti, ma ciò deleggittima completamente chi quella lotta l'ha condotto. Significa ammettere di non essere stati in grado negli decenni trascorsi, di batterla con gli strumenti utilizzati ed anche ciò viene vissuto come una forte ingiustizia da parte dei contribuienti che, con diligenze, le tasse le pagano.

Ormai il re è nudo. Il contribuente ha capito che nella sventura in cui è incappato, non è solo, che anzi è in compagnia di molti, e questo è pericolosissimo, in quanto se alla protesta di massa, non viene data una convincente risposta, rischia di degenerare in modalità di contestazione ben più grave.

All'efficienza nella riscossione di Equitalia deve corrispondere una efficienza della macchina impositiva dell'Amministrazione Finanziaria, che si deve porre da subito l'obiettivo di ridurre allo zero gli errori (cartelle pazze), di intavolare con il contribuente colpito da accertamento un vero dialogo per comprenderne le ragioni e la potenzialità reddituale. E' ugente riqualificare profondamente i funzionari, i dirigenti, i dipendenti tutti dell'Amministrazione Finanziaria, orientandoli al contribuente, in un rapporto di vera correttezza, eliminando i budget annuali di accertamento.

Insomma le cause che hanno porato alla degenerazione nei rapporti contribuente Equitalia, sono ascrivibili, oltre che al soffocande livello impositivo e contributivo, sopratutto all'efficienza di Equitalia, nell'attività di riscossione assegnata dalla inefficiente macchina dell'Amministrazione Finanziaria. Chi ha orecchie per intendere intenda.

Armando Tranquilli

Data del post: 18/05/2012

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