Ici 2010, scadenza al 16 giugno 2010

Il 16 giugno è l'ultimo giorno utile per pagare, senza sanzioni, la prima rata dell'Ici 2010. Il saldo poi dovrà essere versato entro il 16 dicembre 2010.

Il decreto legge 93/2008 ha introdotto l'esenzione relativamente all'abitazione principale, non includendo gli immobili di lusso, accatastati nelle categorie A/1, A/8 e A/9, ossia le abitazioni di tipo signorile, ville, castelli e palazzi di pregio artistico e storico. Per i fabbricati accatastati A/1, A/8 e A/9, rimane invece il diritto ad usufruire della detrazione prevista per l'abitazione di effettiva residenza pari a 103,29 euro.

Niente Ici, inoltre, nei limiti stabiliti dall'ente locale, per cantine, box, posti auto e pertinenze connesse all'appartamento che non sconta il tributo.
Le amministrazioni hanno, infatti, margini di autonomia nell'applicazione dell'imposta e possono, con propria delibera, decidere di equiparare altri tipi di fabbricati alle abitazioni principali, stabilire termini diversi per i versamenti in situazioni particolari, concedere agevolazioni per chi recupera immobili inagibili o installa impianti ad energia rinnovabile, possono, infine, esentare dall'imposta il proprietario che concede gratuitamente l'uso dell'immobile a un parente (stabilendo il grado di parentela) che, a sua volta, lo utilizza come residenza abituale ed effettiva.

Ancora niente Ici per l'ex abitazione principale, non affittata, di anziani e disabili che risiedono attualmente in case di riposo o istituti di cura.
Stesso trattamento per i separati e i divorziati proprietari non assegnatari dell'immobile coniugale, a meno che non siano in possesso di un altro appartamento, nello stesso comune, utilizzato come "prima" casa.

Devono pagare l'imposta comunale sugli immobili:
i proprietari di fabbricati, di aree edificabili e di terreni agricoli situati nel territorio dello Stato, a meno che non rientrino nelle categorie esentate dalla legge 93/2008;
i titolari dei diritti reali di godimento (usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie) sugli stessi beni;
i locatari in leasing;
i concessionari di aree demaniali.

Calcolo dell'Ici
Per il calcolo dell'ici il punto di partenza è la base imponibile, rappresentata dalla rendita catastale del bene, rivalutata del 5% e moltiplicata per coefficienti.

 I coefficienti si differenziano in base al tipo di immobile:

140 per il gruppo catastale B (scuole, biblioteche, uffici pubblici, ecc.)
100 per i gruppi catastali A (abitazioni)e C (magazzini, laboratori, box, ecc.), escluse le categorie A/10 e C/1
50 per gli immobili classificati nel gruppo D (alberghi, teatri, capannoni, ecc.) e quelli della categoria A/10 (uffici e studi privati)
34 per la categoria C/1 (negozi e botteghe).
L'importo ottenuto è il valore imponibile che deve essere moltiplicato per l'aliquota Ici stabilita dal Comune.
Il quantum da pagare entro il 16 giugno, è pari al 50% della somma ottenuta diminuita delle detrazioni previste.

In alternativa per determinare l'acconto basta dividere per due l'imposta totale dovuta per il 2009, sempre che l'immobile sia stato posseduto per l'intero anno e che non siano cambiate che condizioni d'uso. In questa ipotesi a dicembre, con il saldo, si rifaranno i conti secondo l'aliquota stabilita dall'amministrazione comunale per il 2010 e si provvederà al conguaglio.
 

Pagamento
Per il pagamento può essere utilizzato il modello F24, che consente di pagare in un sol colpo l'Ici per immobili situati in comuni diversi e di compensare l'imposta con altri tributi, compresi i crediti Irpef.
I  codici tributo da indicare secondo le tipologie:

3901 - Ici per abitazione principale
3902 - Ici per terreni agricoli
3903 - Ici per aree fabbricabili
3904 - Ici per altri fabbricati
3906 - Ici - Interessi
3907 - Ici - Sanzioni
In alternativa, i contribuenti possono sempre ricorrere al tradizionale bollettino, da utilizzare presso gli uffici postali, le banche convenzionate e gli agenti della riscossione indicando il c/c di riferimento del comune.

La sanzione prevista per il tardivo o mancato pagamento è pari al 30% dell'imposta dovuta. Regolarizzando entro 30 giorni dalla scadenza tramite ravvedimento, la sanzione è un dodicesimo della sanzione ordinaria, ossia il 2,5% dell'imposta non versata.

Nelli Stefania
 

Data del post: 15/06/2010

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