Lo spesometro e la lotta all'evasione

Il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 2011/186218 del 21 dicembre 2011, modificando il provvedimento del D.A.E. del 16 settembre 2011, ha prorogato dal 31 dicembre 2011 al 31 gennaio 2112, il termine ultimo di presentazione della comunicazione telematica di cui all’art. 21 del decretolegge 31 maggio 2010, n. 78, riferita al periodo d’imposta 2010 (Spesometro).
Nel provvedimento si legge che detto termine viene posticipato al 31 gennaio 2012 al fine di consentire i necessari adeguamenti di tipo tecnologico e di superare le difficoltà operative rappresentate dai soggetti titolari di partita Iva, i quali devono presentare, entro tale data, la comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto di importo non inferiore a euro venticinquemila.

La proroga è sicuramente accolta con favore da parte di tutti gli operatori, ma non essendo la prima, forse è la dimostrazione dell l'eccessiva complessità applicativa di una disposizione, nata per fini nobili (lotta all'evasione), ma di fatto esercizio impossibile in quanto da applicare su annualità con contabilità chiuse da ormai un anno. Infatti se è semplice per un qualunque programma software estrapolare documenti con ben definiti valori di riferimento (Euro 25.000), risulta impossibile, senza un intervento sulle singole registrazioni contabili 2010, estrapolare quelli cumulabili al fine del superamento della soglia.

Forse l'Agenzia delle Entrate dovrebbe definitivamente prendere atto, che il costo diuna revisione dell'imputazione contabile, fatto ad un anno di distanza, risulta eccessivamente oneroso, per aziende, che in periodi come questi lottano solo per la sopravvivenza. L'adempimento risulta essere in palese distonia con gli intenti semplificativi a favore delle aziende dell'ultimo decreto Monti.

Una maggiore efficacia alla lotta all'evasione non passa per un incremento normativo o degli adempimenti a carico delle aziende, ma con un decisivo incremento delle risorse messe a disposizione degli organi deputati ai controlli. Personale più qualificato, maggiore oggettività di giudizio in fase di verifica e controllo darebbe più credibilità alla macchina dello Stato che vuole veramente scovare i furbi, non si può contare solo sulla delazione dei comuni o sulla pubblicità progresso.

Armando Tranquilli

Data del post: 22/12/2011

Vuoi saperne di più su questo argomento? Contatta qui i nostri esperti

Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi del del D.Lg 196/03 *
Copia qui il codice di controllo