Pressione fiscale. La cura che uccide il cavallo.

In un anno di grandi cambiamenti come si sta fino ad ora rivelando il 2013, ci si aspettava un segnale di discontinuità da parte del Fisco rispetto alle politiche di austerità compiute nell’ultimo anno. A quanto pare così non sarà: secondo i calcoli compiuti dai sindacati principali e dalla Cgia di Mestre, è prevista un’ulteriore stangata di circa 32 miliardi di euro che potrebbe abbattersi sui contribuenti italiani sotto forma di acconti Imu e Tares, saldo Irpef e aumento dell’IVA di un punto. 

IMU

Il versamento dell’acconto IMU entro il 18 giugno è la prima delle scadenze a cui saranno chiamati tutti i contribuenti proprietari di immobili. Le regole di calcolo dell’IMU sono le stesse dello scorso anno, quindi rendita rivalutata al 5%, per coefficiente, più aliquota (il pagamento potrà essere fatto in un’unica soluzione o in due rate, con il modello F24 o con il bollettino postale); si calcola che con i soldi dell’IMU entreranno nelle casse dello Stato circa 11,6 miliardi di euro. Quest’anno c’è anche una novità che riguarda gli immobili d’impresa: su questi fabbricati (fabbricati produttivi di tipo D) l’acconto di giugno sarà pagato con l’aliquota ordinaria dello 0,76% e finirà tutto allo Stato (però ogni Comune potrà portare l’aliquota fino all’1,06 %, trattenendo per sé la maggiore imposta).

TARES

L’imposta che desta maggiore preoccupazione quest’anno, tanto da trovarsi in questi giorni al centro del dibattito politico, è però la nuova tassa sui rifiuti e sui servizi indivisibili, la cosiddetta Tares (per maggiori informazioni leggere l’editoriale del 16/01/2013 su Consulentia.it). Secondo le indicazioni iniziali, la prima rata si sarebbe dovuta pagare ad Aprile ma si è deciso di far slittare il pagamento a luglio. In questi giorni però il Consiglio dei Ministri era chiamato a valutare un ulteriore rinvio al 2014 (su richiesta dei sindacati e degli enti locali), ma alla fine il Governo Monti, non prendendo una decisione in merito, ha lasciato la situazione invariata: il rischio di pagare la prima rata a luglio è quindi reale. Secondo una stima della Uil, la Tares costerà 305 euro medi contro i 218 euro medi pagati per l’Imu nel 2012 per lo stesso immobile. Ma la vera stangata riguarderà i commercianti e i ristoratori: rispetto alla vecchia Tarsu, ci si può aspettare aumenti del 321% per un bar di 100 metri quadrati fino al 657% per settori come l’ortofrutta o le pescherie.

IRPEF E IVA

Gli effetti delle nuove tasse si faranno già sentire nella busta paga di marzo, dove il saldo-acconto Irpef comunale e regionale quest’anno ha registrato un rincaro del 13,3% rispetto al 2012 (facendo così fruttare 14,4 miliardi di euro). Senza dimenticare infine che da luglio ci sarà l’aumento di un punto dell’IVA, che passerà dal 21% al 22% (a meno che il nuovo esecutivo non voglia attuare misure diverse), senza però modificare l’aliquota del 10%; l’intervento sull’IVA ha un impatto di circa 2 miliardi di maggiori entrate per lo Stato, ma potrebbe accentuare ulteriormente la fase recessiva che sta vivendo il nostro Paese.


Giuseppe Sallustio
 

Data del post: 08/04/2013

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