Riduzione della spesa pubblica e la lotta all'evasione

Lo stock di patrimonio di ciascun cittadino ed azienda italiana è sotto la lente del ministero delle finanze. Ciascuno dovrà essere nella condizioni di poter giustificare ciò di cui dispone direttamente o indirettamente, sulla base del reddito prodotto nell'anno.
Gli interventi normativi, riproposizione rivista ed aggiornata di vecchi adempimenti dismessi, mettono in campo una serie di strumenti tutti volti ad acquisire le informazioni necessarie per procedere ad un accertamento, incrociando i dati offerti dal redditometro e dalle indagini bancarie.
L’abbassamento della soglia delle transazioni finanziarie sotto i mille 1.000,00 euro, rappresenta una diga ai fini antiriciclaggio, ma anche ai fini delle indagini bancarie utilizzabili dall’Agenzia delle Entrate. La traccia lasciata da tutti i rapporti finanziari verrà utilizzata come prova a supporto delle segnalazioni di allerta offerte dallo spesometro.
Tra gli altri adempimenti, volti a tratteggiare la mappa dei soggetti che dovranno giustificare la ricchezza ed il livello di spesa, è la riedizione dell’elenco clienti e fornitori. La manovra estiva del 2010 (Dl n. 78/2010) ha introdotto un adempimento simile agli elenchi clienti e fornitori, in passato soppressi dal Dl n. 112/2008. Il legislatore ha compreso che il contrasto all'evasione può avvenire incrociando i dati delle operazioni Iva. Il nuovo adempimento presenta, però, caratteristiche diverse dai predetti elenchi in quanto i dati oggetto di segnalazione non riguarderanno tutte le operazioni rilevanti ai fini Iva, ma solo quelle i cui importi risultino superiore a determinate soglie. L'articolo 21 del Dl n. 78/2010 prevede che tutte le operazioni di importo pari o superiore a 3.000 euro, effettuate e ricevute dai soggetti passivi ai fini Iva e rilevanti per l'applicazione di tale tributo debbano essere comunicate telematicamente all'agenzia delle Entrate
Con il nuovo obbligo si intende monitorare "spese e consumi ai fini dell'accertamento sintetico". Ad esempio, se un contribuente ha acquistato nel corso dell'anno una barca, mobili di pregio destinati ad arredo dell'abitazione e ha sostenuto spese di ingente ammontare per viaggi, il nuovo strumento consentirà di intercettare agevolmente gli oneri sostenuti nell'anno. Conseguentemente tale soggetto dovrà aver dichiarato con riferimento alla medesima annualità un reddito in grado di giustificare le predette spese.
I contribuenti devono essere consapevoli del fatto che, quando effettueranno acquisti di rilevante entità, il fisco sarà in grado di sapere in tempi molto brevi i dettagli delle predette operazioni.
Se il contribuente intende celare la propria spesa con l’intestazione del bene (ad esempio natante) ad una società ad hoc costituita; allora ha fatto male i suoi conti. Infatti il D.L. n.138/11 che ha introdotto l’obbligo da parte delle società di comunicare l’Agenzia delle Entrate i riferimenti dei soci o dei familiari che  utilizzino beni intestati alla società.
I beni oggetto di comunicazione da parte della società verranno caricati sulla spesa del soggetto fruitore, ed  utilizzanti dall’Amministrazione Finanziaria per condurre i controlli fiscali sulla congruità dei redditi dichiarati dagli stessi.
Il tutto viene poi coordinato con una maggiore attività sul territorio, un marketing mirato alla sensibilizzazione anti evasione ed il gioco è fatto! La spesa pubblica improduttiva, quella che concentra la ricchezza pubblica nelle mani di pochi a spese dei tanti, può continuare indisturbata.
Ma perché una manovra a tenaglia di questa portata può portare conseguenze recessive?

Semplicemente perché sapendo che ogni spesa dovrà essere giustificata sulla base di un reddito prodotto, in alcuni casi nell’anno, ogni spesa verrà pesata, soppesata e posta nel cassetto se è possibile. E’ semplicemente l’effetto di un terrorismo fiscale dilagante che, congiuntamente al altri fattori depressivi (ad esempio il credito inaccessibile) porterà ad un arretramento consistente della economia del nostro paese.

Forse sarebbe il caso di condurre questa giusta lotta senza quartiere, affiancandola ad una altrettanto santa lotta contro la spesa pubblica improduttiva, in grado di immettere nel mercato privato risorse da destinare allo sviluppo di una economia asfittica e demotivata.

Armando Tranquilli
 

Data del post: 30/01/2012

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