Tares, avvio a singhiozzi

Nel 2013, con l’approvazione del decreto Salva Italia, farà il suo debutto la nuova tassa sui rifiuti e sui servizi indivisibili (Tares), che sostituirà la Tarsu, la Tia1 e la Tia2; questo tributo verrà pagato in quattro rate (ma per il pagamento della prima rata si dovrà però attendere il mese di Aprile).
 

Che cos’è la Tares e chi la pagherà
Questa nuova tassa sui rifiuti e sui servizi è stata introdotta per fare in modo di accorpare in un unico tributo le diverse fasi della gestione dei rifiuti e verrà indirizzato a tutti i destinatari ed utenti potenzialmente in grado di produrre rifiuti al fine di semplificare il prelievo e per regolamentarlo in attuazione del federalismo municipale; in questo modo quindi avremo una unica tassa che riguarderà la gestione, la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti.
Questo nuovo tributo riguarderà chiunque (persona fisica o giuridica) possieda, occupi o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, in grado di produrre rifiuti urbani; sono escluse dalla tassazione le aree scoperte pertinenziali o accessorie a civili abitazioni e le aree comuni condominiali che non siano detenute o occupate in via esclusiva.
 

Com’è composta, come si calcola e modalità di pagamento
Questo nuovo tributo verrà suddiviso in due parti:

  • una componente rifiuti (simile alla Tarsu-Tia);
  • una “maggiorazione” per i servizi indivisibili dei comuni (illuminazione stradale, manutenzione strade, mantenimento della polizia locale e cosi via) pari a 0,30 euro per metro quadro, i quali possono, con delibera del consiglio comunale, modificare in aumento la misura della maggiorazione per un importo massimo di  0,40 euro.
     

La base imponibile, sulla quale sarà calcolata la nuova Tares, si baserà sulla superficie calpestabile (dato già in possesso del comune) ma, dal momento che né il regolamento ministeriale è stato emanato né tanto meno quelli comunali, non è al momento possibile stabilire a quanto ammonterà questa nuova tassa (anche se i giornali parlano di un ulteriore salasso per le tasche dei contribuenti).
Infine, le modalità di pagamento sono analoghe a quelle dell’IMU, e prevedono l’F24 o il bollettino postale F24.
 

Giuseppe Sallustio

Data del post: 16/01/2013

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