Scheda di trasporto – disciplina ed obblighi.

Qual'è la disciplina e quali gli obblighi della Scheda di trasporto.

La disciplina della “Scheda di Trasporto” è da ricondursi innanzitutto all’art. 1684 c.c., il cui primo comma dispone che «su richiesta del vettore, il mittente deve rilasciare una lettera di vettura con la propria sottoscrizione, contenente le indicazioni enunciate nell’articolo precedente e le condizioni convenute per il trasporto». La lettera di vettura rientra, dunque, tra gli atti di cooperazione dovuti dal mittente e, nel caso di un suo rifiuto rispetto al rilascio della stessa, si realizza un inadempimento contrattuale che legittima la controparte a chiedere lo scioglimento del contratto e il risarcimento dei danni.

Si tratta, ad ogni modo, di un documento meramente facoltativo che il mittente è obbligato a rilasciare solo su espressa richiesta del vettore.
La scheda di trasporto, in ottemperanza ai principi generali del nostro codice civile, viene introdotta proprio per agevolare tale controllo, favorendo le verifiche sul corretto esercizio dell’attività di autotrasporto di merci per conto di terzi in ambito nazionale e perseguendo l’obiettivo di maggiori livelli di sicurezza stradale (art. 7-bis, primo comma, D.Lgs. 286/2005), nulla avendo a che fare con la normativa di carattere tributario.
La normativa introduttiva della scheda di trasporto è il risultato di uno sforzo complessivo di regolarizzazione e di armonizzazione normativa dell’intero settore dell’autotrasporto di cose per conto di terzi.
Si tratta, dunque, del documento strumentale all’identificazione della c.d. filiera del trasporto, cioè di tutti quei soggetti che vengono a vario titolo coinvolti nelle operazioni di trasporto (vettore, mittente, conducente del veicolo, caricatore, proprietario della merce, sub-vettore), ciascuno con la propria dose di responsabilità, tanto che a tale proposito viene spesso definito come documento di «tracciabilità della merce».
In sintesi, si possono attribuire alla scheda di trasporto due funzioni, una immediata e una mediata: la prima è quella di garantire la pronta individuazione dei soggetti coinvolti nelle operazioni di trasporto per quantificarne le rispettive responsabilità; la funzione mediata è invece quella di ottenere maggiori livelli di sicurezza nella circolazione stradale e di favorire le verifiche sul corretto esercizio dell’attività di autotrasporto di cose per conto di terzi in ambito nazionale.
La normativa introduttiva della scheda di trasporto si configura, da questo punto di vista, come l’ennesimo tassello di un generale programma volto a vincolare sempre più il settore del trasporto e della logistica ad interessi pubblici.
Con il terzo comma dell’art. 1 del D.Lgs. 214/2008 è stato, infatti, introdotto l’art. 7-bis, rubricato «Istituzione della scheda di trasporto», nel D.Lgs. 286/200565.
Il primo comma di tale articolo prevede testualmente che «al fine di conseguire maggiori livelli di sicurezza stradale e favorire le verifiche sul corretto esercizio dell’attività di autotrasporto di merci per conto di terzi in ambito nazionale, è istituito un documento, denominato: “scheda di trasporto”, da compilare a cura del committente e conservare a bordo del veicolo adibito a tale attività, a cura del vettore». La stesso comma prosegue con il riferimento alla possibilità di una sua sostituzione mediante documentazione equivalente e all’esenzione che riguarda i trasporti di merci a collettame, i quali rappresentano tuttora due punti chiave della normativa, oggetto di diverse rielaborazioni successive da parte del legislatore.
Il secondo comma dell’art. 7-bis precisa che la scheda di trasporto costituisce documentazione idonea ai fini della procedura di accertamento della responsabilità dei soggetti facenti parte della filiera del trasporto ai sensi del successivo art. 8. Ciò rivela la finalità per cui è stato istituito un tale documento: agevolare il controllo su strada della filiera del trasporto e delle eventuali responsabilità dei soggetti che ne fanno parte, nel caso di violazioni, da parte del conducente, delle norme previste in materia di sicurezza della circolazione stradale. In questo senso, si manifesta come documento idoneo all’identificazione immediata di conducente, vettore, committente, caricatore e proprietario delle merci oggetto del trasporto da parte degli organi di polizia stradale o comunque addetti al controllo.
A proposito della natura della scheda di trasporto si cita quanto affermato nella circolare del Ministero dei Trasporti del 17 luglio 2009:
“Il decreto legislativo 22.12.2008, n. 214, modificando il decreto legislativo 21.11.2005, n. 286, recante «Disposizioni per il riassetto normativo di liberalizzazione regolata dell'esercizio dell'attività di autotrasporto», ha introdotto nello stesso decreto legislativo 286/2005 l'art. 7-bis, con il quale, al fine di conseguire maggiori livelli di sicurezza stradale e favorire le verifiche sul corretto esercizio dell'attività di autotrasporto di merci per conto di terzi, è stato istituito un documento di «tracciabilità della merce» in grado di identificare tutti i soggetti coinvolti nella filiera del trasporto, denominato «scheda di trasporto», che costituisce documentazione idonea ai fini della procedura di accertamento delle responsabilità nei confronti di tali soggetti (vettore, committente, caricatore e proprietario delle merci.”
Nella stessa circolare al punto 1.1 chiarisce: “La scheda di trasporto può contenere anche le eventuali istruzioni fornite al vettore dal committente, dal proprietario delle merci o dal caricatore.”
Quindi in conclusione la “Scheda di trasporto”, anche se da compilare a cura del committente, è un documento inquadrabile nell’ambito dei documenti richiesti al vettore nella fase del trasporto della merce e quindi inerente alla normativa connessa agli obblighi dello stesso in tema di sicurezza stradale e di trasporto conto terzi. Quindi deve essere compilata dal committente per i dati di sua spettanza, ma su richiesta del vettore, che in qualità di operatore professionale del trasporto, deve accertarsi prima del trasporto, della regolarità della documentazione a bordo del mezzo.
La responsabilità della mancanza della documentazione obbligatoria (scheda di trasporto o documento equivalente) per il trasporto conto terzi è da attribuire interamente in capo allo stesso vettore (trasportatore), avendo l’obbligo di accertarsi prima della partenza di avere a bordo, tutta la documentazione prevista dalla normativa vigente.
Si ricorda a tale proposito che l’art. 180 del Codice della strada prevede che il conducente, durante la circolazione, deve avere con sé i seguenti documenti:
  1. carta di circolazione del veicolo;
  2. patente di guida valida per la corrispondente categoria del veicolo;
  3. carta di qualificazione del conducente;
  4. certificato di assicurazione obbligatoria;
  5. documentazione idonea a dimostrare il rapporto che lega il conducente all’impresa di trasporto.
  6. altri documenti previsti da norme speciali (certificato A.T.P., certificato di formazione professionale per trasporti in regime ADR, scheda di trasporto, ecc.).

A.T.

Data del post: 15/02/2012

 

Hai un quesito da sottoporre agli esperti di Consulentia? Inviacelo qui

Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi del del D.Lg 196/03 *
Copia qui il codice di controllo