Ici (imposta comunale sugli immobili)

Imposta, di pertinenza dei Comuni, che colpisce il possesso di fabbricati, aree fabbricabili o terreni agricoli. Sono tenuti al pagamento dell’I., anche se non risiedono nel territorio dello Stato, il proprietario di immobili ovvero il titolare del diritto reale di usufrutto, uso o abitazione sugli stessi. Per gli immobili concessi in locazione finanziaria soggetto passivo è il locatario.
Per i fabbricati la base imponibile dell’I. è costituita dalla rendita risultante in catasto al 1° gennaio dell’anno in corso aumentata del coefficiente di rivalutazione (attualmente, il 5%) e moltiplicata per un coefficiente diverso a seconda della categoria catastale:

100 per le abitazioni, gli alloggi collettivi e i fabbricati a destinazione varia (gruppi catastali A, B e C con esclusione delle categorie A/10 e C/1);
50 per gli uffici, gli studi privati (categoria A/10) e gli alberghi, teatri, banche, ecc. (categoria D);
34 per i negozi e le botteghe (categoria catastale C/1).
L'imposta si calcola applicando alla base imponibile l'aliquota stabilita dal Comune (normalmente compresa tra il 4 e il 7 per mille). Per l'abitazione principale è riconosciuta una detrazione d'imposta e, spesso, una aliquota differenziata.