Ricorso

Atto mediante il quale i contribuenti si oppongono, entro il termine perentorio di 60 giorni, ai provvedimenti emessi dall’amministrazione finanziaria.
Il R. deve essere redatto in carta da bollo e contenere obbligatoriamente le seguenti indicazioni:

la Commissione tributaria a cui ci si rivolge;
il nome, il cognome (o la ragione sociale o la denominazione) del ricorrente (e, quando c’è, del suo legale rappresentante);
la residenza (o la sede legale o il domicilio eletto);
il codice fiscale;
l’ufficio (o l’ente locale o l’agente della riscossione) nei cui confronti è proposto;
gli estremi dell’atto impugnato (avviso di accertamento, provvedimento di irrogazione sanzioni, ecc.);
l’oggetto della domanda (ad es., la richiesta di annullamento dell’atto);
i motivi di fatto e di diritto idonei a provare la sua fondatezza;
la sottoscrizione del ricorrente;
la sottoscrizione del difensore, quando è presente, con l’indicazione dell’incarico conferito.
Il R. deve essere proposto direttamente alla controparte (Ufficio dell’Agenzia, Ente locale, agente della riscossione) utilizzando, alternativamente, una delle seguenti modalità:

notifica a mezzo Ufficiale Giudiziario da effettuare osservando le disposizioni del codice di procedura civile;
invio a mezzo servizio postale con plico raccomandato, senza busta, con avviso di ricevimento;
consegna diretta all’ufficio finanziario (o all’Ente locale) che ha emesso l’atto contro il quale si ricorre. In tal caso l’impiegato addetto alla ricezione provvede al rilascio di ricevuta.
L’introduzione vera e propria del processo tributario avviene con la costituzione in giudizio.