Affrancamento Terreni e quote di partecipazione sociale 2019

La Legge di Bilancio 2019 ripropone gli affrancamenti di quote e terreni introducendo modifiche rispetto alle precedenti edizioni. 
I soggetti che non operano in regime d’impresa possono sottrarre all’imposizione diretta ordinaria le plusvalenze latenti maturate su terreni e partecipazioni, attraverso il meccanismo dell'affrancamento del maggior valore con il pagamento di una imposta sostitutiva. 

Rispetto alle precedenti edizioni non solo sono ritoccate al rialzo le aliquote, ma si torna a differenziare la sostitutiva tra partecipazioni qualificate e non, proprio quando, da domani, 1° gennaio, il prelievo fiscale ordinario sul capital gain diviene assolutamente identico nelle due ipotesi.

Non si registrano novità sui termini: occorre, infatti, possedere i beni al 1° gennaio 2019 e farli asseverare con perizia entro il prossimo 30 giugno, versando entro lo stesso termine anche la prima o unica rata di imposta sostitutiva.

Le aliquote della sostitutiva sul valore periziato per affrancare le partecipazioni ed i terreni sono le seguenti:
-10% per le partecipazioni non qualificate al 1° gennaio 2019 e per le aree (edificabili e non); 
-11% per le partecipazioni qualificate alla medesima data. 
Si ricorda che nelle precedenti edizioni si affrancava con aliquote, rispettivamente, del 2% e del 4% e solo dal 2016 si applicava una aliquota unica dell’8% per tutte le ipotesi.

L’incremento sarà penalizzante anche per chi ha già affrancato in passato i valori delle aree edificabili a importi al metro quadrato assai più alti di quelli a cui venderà domani gli asset. Infatti, riallineando al ribasso con nuova perizia il valore dei terreni, si rischia di sostenere anche un costo aggiuntivo per la sostitutiva.

In base all’articolo 7, comma 2, del Dl 70/2011 si può scontare l’imposta a suo tempo versata da quella dovuta in base alla nuova rideterminazione, ma non sempre il saldo resta neutrale.

Per le partecipazioni, rimane del tutto incomprensibile lo sdoppiamento di aliquota all'11 ed al 10%.

INfatti se, sino al 31 dicembre, l’imposizione ordinaria sui capital gain è differente tra cessioni qualificate e non, dal 1° gennaio, per effetto dell’articolo 1, commi 999 e seguenti, della legge 205/2017, si applicherà a tutte le plusvalenze emergenti da queste compravendite l’imposta (a sua volta sostitutiva) del 26%, per cui la previsione di una sostitutiva da affrancamento più onerosa per i soci qualificati non pare avere alcuna logica. 

Redazione

Data del post: 07/01/2019

 

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