Agevolazione IMU e TASI immobili in comodato a figli e genitori

Il comma 10 lett. b) Legge n. 208/2015 (Legge di Stabilità 2016), ha disposto, a decorrere dallo scorso anno, l’abbattimento nella misura del 50% della base imponibile IMU e TASI per gli immobili (abitativi) concessi in comodato al parente in linea retta entro il primo grado. L'agevolazione tuttavia, è riconosciuta solo qualora siano rispettate determinate condizioni oggettive e soggettive, stabilite dalla stessa normativa di riferimento. Tale agevolazione continua ad applicarsi anche per il 2017 non essendo intervenuta alcuna modifica legislativa in merito. Si ricorda che il beneficio è cumulabile con quello prevista per gli immobili riconosciuti di interesse storico/artistico (sconto del 50%). Dunque, ciò significa che se l’immobile è ceduto in comodato dal genitore al figlio (o viceversa) e sono rispettate le condizioni di cui al citato comma 10 lett. b) Legge 208/2015 e l’immobile è altresì di interesse storico/artistico, si applica il doppio sconto. Sulla base del contenuto normativo della diposizione di cui in premessa ed in considerazione dei successivi chiarimenti forniti dal MEF sul tema, è possibile affermare che l’agevolazione in commento si rende applicabile solo qualora si rientri in uno dei seguenti casi: il comodante, (es. genitore) possiede un solo immobile abitativo non di lusso in Italia che cede in comodato al figlio (non preclude l’agevolazione, l’eventuale possesso, oltre il predetto immobile, di altri immobili diversi dall’uso abitativo come ad esempio terreni, aree edificabili e negozi) e lo stesso comodante deve risiedere anagraficamente nello stesso Comune in cui è situato l’immobile ceduto in comodato; il comodante (es. genitore) oltre alla casa (non di lusso) data in comodato, è proprietario (in Italia) di una sola altra casa (non di lusso) la quale deve rappresentare la sua abitazione principale e deve essere altresì situata nello stesso Comune in cui si trova l’immobile concesso in comodato (anche il tal caso non preclude l’agevolazione l’eventuale possesso di altri immobili diversi dall’uso abitativo come ad esempio terreni, aree edificabili e negozi). In entrambi i casi, è necessario che il comodatario abbia adibito l’immobile ricevuto in comodato a propria abitazione principale ed il contratto di comodato (sia verbale che scritto) deve essere regolarmente registrato presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate (l’omessa registrazione è, comunque, ravvedibile). Quanto appena detto è di fondamentale rilevanza se si considera che IMU e TASI sono tributi dovuti in base ai mesi di possesso (considerando per intero il mese in cui il possesso si protrae per 15 giorni). Ne consegue che se, ad esempio, l’immobile è stato ceduto in comodato nel 2016 e sono rispettate tutte le condizioni anche per il 2017, l’agevolazione potrà continuare ad applicarsi anche per tutti i mesi di quest’anno. Se, invece, ad esempio, si tratta di immobile ceduto in comodato con decorrenza 10 aprile 2017 (e da questa data l’immobile è anche adibito ad abitazione principale del comodatario), il comodante potrà fruire dell’agevolazione solo per 9 mesi (aprile – dicembre) e non anche per gli altri 3 mesi (gennaio – febbraio). I chiarimenti del MEF - L’agevolazione si applica anche alle pertinenze legate all’immobile oggetto di comodato nel limite massimo di tre ciascuna appartenente a categoria catastale C/2, C/6 e C/7. Quindi, ad esempio, qualora all’immobile oggetto di comodato siano legate tre pertinenze ciascuna appartenente alle categorie C/2, C/6 e C/7, il comodante applicherà l’agevolazione sull’immobile e su tutte e tre le pertinenze. Qualora, invece, le tre pertinenze fossero due di categoria C/6 e una di cat. C/2, il comodante applicherà l’agevolazione sull’immobile, su uno dei due C/6 e sul C/2 ed il possesso dell’altro C/6 non precluderà l’applicazione dell’agevolazione ma su di esso il comodante sconterà IMU e TASI senza la sua applicazione e come secondo immobile. Infatti, è stato chiarito che la pertinenza non è considerata “immobile abitativo”. Parimenti è stato altresì chiarito che l’immobile abitativo “rurale ad uso strumentale” non si considera come “abitativo” ma appunto “strumentale” all’esercizio dell’agricoltura. Altra importante precisazione da tener presente è che: il comodatario, che adibisce ad abitazione principale l’immobile ricevuto in comodato, non è tenuto al versamento della TASI (art. 1, commi 639 e 669 Legge n. 147 del 2013), poiché dal 2016 è prevista l’esclusione dalla TASI anche sull’immobile (non di lusso) utilizzato dall’occupante come propria abitazione principale; il comodante, se ricorrono tutte le condizioni richieste dal comma 10, lett. a) della Legge di Stabilità 2016, calcolerà IMU e TASI tenendo conto della riduzione al 50% della base imponibile e della quota TASI prevista dalla delibera comunale a suo carico (o in mancanza di previsione tenendo conto che la quota a suo carico è del 90%).

Data del post: 05/06/2017

 

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