Auto aziendali: trattamento tributario 2020

La legge di Bilancio 2020 all’art. 1, co. 632-633, L. 27.12.2019, n. 160 modifica le imposte sui redditi prodotte dall'assegnazione di veicoli più inquinanti a dipendenti o amministratori.

Questo ci da l'occasione per approfondire suddetta novità e riepilogare l'intero regime ttributario applicabile ai veicoli aziendali.

Come già anticipato l'art. 1, co. 632-633, L. 27.12.2019, n. 160, stabilisce che, per le auto aziendali concesse in utilizzo promiscuo ai dipendenti e agli amministratori caratterizzate da valori di emissione di anidride carbonica non superiori a 60 grammi per chilometro (g/Km di CO2), il fringe benefit scenderà al 25% dell’importo corrispondente ad una percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri calcolato in base alle tabelle nazionali ACI, al netto degli importi eventualmente trattenuti al dipendente a titolo di noleggio del veicolo.

Circa le percentuali di deducibilità dei costi sostenuti per i veicoli aziendali, le stesse rimangono invariate .

Inoltre l’Agenzia delle Entrate, con il comunicato pubblicato nel S.O. n. 47 alla G.U. 31.12.2019, n. 305, così come previsto dall’art. 3, co. 1, D.Lgs. 2.9.1997, n. 314, ha fissato le tariffe ACI nazionali valide per l’anno d’imposta 2020.

Da ultimo, si segnala che, con la Decisione di esecuzione (Ue) 2019/2138 del Consiglio 5.12.2019, il Consiglio dell’Ue ha autorizzato l’Italia a mantenere fino al 31.12.2022 il limite del 40% per la detrazione dell’Iva nel caso di spese relative a veicoli stradali a motore non utilizzati esclusivamente per scopi professionali.

 

Come funziona per i Fringe Benefit nel 2020?

Il criterio di massima introdotto dalla norma è riduzione delle imposte sui redditi per le auto più ecologiche

Con l’art. 1, co. 632-633, L. 27.12.2019, n. 160, che riscrive il co. 4 dell’art. 51, D.P.R. 917/1986, per i contratti stipulati dall’1.7.2020, debutta un nuovo meccanismo per il calcolo del fringe benefit per l’imposizione fiscale e previdenziale, in caso di auto aziendali concesse in uso promiscuo a dipendenti e amministratori, secondo il quale diventa per la prima volta centrale l’entità dei valori di emissione di anidride carbonica da parte dei veicoli.

Dall’1.7.2020, il compenso in natura sarà pari al 25% dell’importo corrispondente a una percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri, al netto degli ammontari eventualmente trattenuti al dipendente a titolo di noleggio del veicolo, per i veicoli concessi in uso promiscuo aventi valori di emissione di anidride carbonica non superiori a 60 grammi per chilometro (g/Km di CO2).

A partire dalla stessa data, parallelamente, verranno penalizzate le auto aziendali adibite ad uso promiscuo con valori di emissioni di anidride carbonica progressivamente superiori a tale soglia.

 

Aliquota di fringe benefit applicabile per i contratti stipulati dall’1.7.2020

Nello specifico, per le autovetture, gli autoveicoli per trasporto promiscuo (persone e cose), gli autocaravan di cui all’art. 54, co. 1, lett. a), c) e m), D.Lgs. 285/1992, nonché per i motocicli e i ciclomotori, tutti di nuova immatricolazione, concessi inuso promiscuo personale e lavorativo ai dipendenti o agli amministratori di società, con riferimento ai contratti stipulati a decorrere dall’1.7.2020, l’importo del fringe benefit da sottoporre a tassazione in capo al percettore per l’uso privato del mezzo risulterà pari alle seguenti misure percentuali, che, in alcuni casi, saranno maggiorate nel 2021 rispetto al 2020 (art. 1, co. 632, L. 160/2019):

  • 25% per i veicoli con valori di emissione di anidride carbonica non superiori a 60 grammi per chilometro (g/Km di CO2);
  • 30% per i veicoli con valori di emissione di anidride carbonica superiori a 60 g/Km, ma non a 160 g/Km;
  • 40% (50% a partire dal 2021) per quelli con valori di emissione superiori a 160 g/Km, ma non a 190 g/Km;
  • 50% (60% a decorrere dal 2021), per i veicoli che hanno valori di emissione di anidride carbonica superiori a 190 g/Km.

Ne deriva che diventerà sempre più conveniente per le imprese e i professionisti dotarsi dei veicoli meno inquinanti presenti sul mercato in relazione ai parametri di emissione stabilite per legge.

Percentuale di fringe benefit utilizzabile per i contratti stipulati entro il 30.6.2020

Per tutti i veicoli, con qualunque valore di emissione di anidride carbonica, concessi in uso promiscuo con contratti stipulati entro il 30.6.2020, continua a valere, anche successivamente al 1.7.2020, la normativa precedente (art. 1, co. 633, L. 160/2019).

Pertanto, in tale ipotesi, il fringe benefit è pari alla percentuale generalizzata del 30% su una percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri.

Quindi le percentuali del benefit tassabile sulle auto aziendali concesse in uso promiscuo per i contratti stipulati dall'1.7.2020 saranno:

Aliquota di fringe benefit applicabile

Valori di emissione di CO2 da parte del veicolo

25%

non superiori a 60 grammi per km

30%

superiori a 60 g/Km ma non a 160 g/Km

40% (50% dal 2021)

superiori a 160 g/Km ma non a 190 g/Km

50% (60% dal 2021)

superiori a 190 g/Km

Tabelle ACI 2020

Con la pubblicazione nel S.O. n. 47 alla G.U. 31.12.2019, n. 305, sono entrate in vigore l’1.1.2020 le tabelle nazionali dei costi chilometrici di esercizio di autovetture e motocicli che valgono per il periodo d’imposta 2020 su tutto il territorio nazionale.

Compete all’ACI elaborare tali tabelle entro il 30 novembre di ogni anno, mentre l’Agenzia delle Entrate ha il compito di pubblicarle entro il 31 dicembre di ciascun anno.

Tali tabelle riportano in dettaglio i nuovi parametri di calcolo dei rimborsi chilometrici spettanti ai dipendenti, collaboratori e professionisti che utilizzano il proprio mezzo di trasporto per svolgere l’attività di lavoro e i fringe benefit annuali derivanti dalla concessione ai dipendenti di veicoli aziendali in uso promiscuo vale a dire sia per esigenze di lavoro che per esigenze private.

Le tabelle ACI 2020 riportano il costo di esercizio, Iva inclusa, relativo ad ogni tipologia e marca di autovettura, motociclo e ciclomotori.

Gli autoveicoli sono distinti in ben 9 categorie (autoveicoli benzina in produzione, autoveicoli benzina fuori produzione, autoveicoli gasolio in produzione, autoveicoli gasolio fuori produzione, autoveicoli benzina-gpl / benzina-metano / metano esclusivo in produzione, autoveicoli benzina-gpl / benzina-metano / metano esclusivo fuori produzione, autoveicoli ibridi-elettrici in produzione, autoveicoli ibridi-elettrici fuori produzione e motoveicoli).

La classificazione degli autoveicoli è fissata secondo un triplice criterio: la tipologia di alimentazione (a benzina, a gasolio, a benzina-GPL, a benzina-metano, a metano esclusivo, elettrici e ibridi), la circostanza che i veicoli siano in produzione ovvero ormai fuori produzione e la distinzione tra gli importi validi fino al 30.6.2020 rispetto a quelli validi dall’1.7.2020.

Tali tabelle sono strutturate in 5 colonne (fino al 30.6.2020), dal momento che, per ogni singolo veicolo, vengono evidenziati la marca (a titolo esemplificativo, Audi, Bmw, Peugeot, Citroen, Mercedes, e via dicendo), il modello, la serie, il costo chilometrico relativo ad una percorrenza 15.000 chilometri da rimborsare in busta paga al dipendente o da corrispondere a seguito della fattura presentata dal professionista e il fringe benefit (compenso in natura) annuale da riportare nella dichiarazione annuale dei redditi ex art. 51, co. 4, lett. a), T.U.I.R.

Dall’1.7.2020, la tabella si arricchisce di ulteriori tre colonne visto che il fringe benefit annuale si divide in 4 colonne in relazione alla percentuale da utilizzare a seconda dei valori di emissione di CO2 con riferimento al secondo semestre 2020: 25%, 30%, 40% o 50%.

 

Regole di computo del fringe benefit sulle auto aziendali

Nelle tabelle ACI si individua il costo chilometrico associato al tipo di autovettura assegnata in uso al dipendente o all’amministratore, si determina il costo chilometrico equivalente alla percorrenza convenzionale pari a 15.000 km e si assume come reddito imponibile in capo al dipendente o collaboratore limitatamente alla percentuale da utilizzare per la determinazione del compenso in natura annuale.

Il reddito così conteggiato va ragguagliato al periodo dell’anno computando il numero dei giorni per i quali il veicolo è assegnato al lavoratore, a prescindere dal numero dei giorni di effettivo impiego da parte dello stesso.

Il reddito fiscalmente imponibile così quantificato si considera al netto delle somme eventualmente trattenute o corrisposte dal dipendente nello stesso periodo di imposta per l’impiego del veicolo (metodo della trattenuta o del versamento).

Il reddito convenzionale, una volta suddiviso in dodicesimi, confluisce nella retribuzione mensile lorda e va assoggettato sia alle ritenute fiscali sia a quelle previdenziali.

Da ultimo, il suo importo e le relative modalità di valorizzazione vanno riportati nelle annotazioni alla certificazione unica rilasciata ogni anno al dipendente secondo quanto ha chiarito espressamente la C.M. 17.4.2007, n. 21/E.

Vale il criterio della valutazione dell’imponibile separata per il box o per gli eventuali altri beni o servizi accessori (ad esempio, parcheggio, custodia) concessi al dipendente e connessi all’uso del mezzo.

 

 

 

 

Composizione dei costi chilometrici

Per determinare la somma a titolo di rimborso chilometrico da attribuire al dipendente, collaboratore o professionista che utilizza la propria autovettura (oppure un’autovettura noleggiata per essere impiegata per una specifica trasferta) a favore del datore di lavoro o del committente, al fine di reintegrare le spese da questi sopportate, si assume il costo chilometrico.

Concorrono a determinare il costo chilometrico riferibile ad ogni singolo autoveicolo le seguenti componenti, alcune delle quali sono proporzionali al grado di utilizzo del veicolo (carburante, pneumatici, manutenzione e riparazione), mentre altre sono non proporzionali (quota di ammortamento capitale, quota interessi sul capitale investito, assicurazione per la responsabilità civile e tassa automobilistica).

Calcolo del rimborso chilometrico per l’uso dell’auto da parte del lavoratore per fini aziendali

Per conteggiare il rimborso chilometrico da erogare al lavoratore che si serve della propria autovettura per esigenze lavorative, si moltiplica il numero dei chilometri percorsi per il costo chilometrico corrispondente alla tipologia, alla marca e al modello dell’auto utilizzata.

Se il modello di autovettura impiegata dal dipendente non compare tra quelli compresi nelle tabelle ACI, o perché non è più indicato nelle tabelle in parola o perché non è ancora stato immesso in commercio, si considera l’importo corrispondente al modello di autovettura similare per caratteristiche.

Relativamente alle indennità chilometriche per l’utilizzo del mezzo proprio, ex R.M. 92/E/2015, vale il principio dell’esenzione fiscale quando le trasferte sono compiute fuori dai confini comunali.

Va tenuto presente che il beneficio compete solo a patto che i rimborsi siano determinati in base alle tabelle approvate annualmente dall’ACI, avuto riguardo alla percorrenza, al tipo di automezzo usato dal dipendente e al costo chilometrico ricostruito secondo il tipo di autovettura e che tali elementi devono risultare dalla documentazione interna conservata dal datore di lavoro, che l’azienda è tenuta ad esibire ai verificatori in caso di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza.

Quando la distanza percorsa dal dipendente per raggiungere, dalla propria residenza, la località di missione risulti inferiore rispetto a quella calcolata dalla sede di servizio, il rimborso è esente da ogni tassa o contributo.

Viceversa, se il tragitto casa-destinazione si rivela più lungo rispetto a quello lavoro-destinazione, il rimborso chilometrico può essere erogato in misura piena, ma la quota parte riferibile alla tratta casa-lavoro deve considerarsi reddito imponibile ai sensi dell'art. 51, co. 1, D.P.R. 917/1986.

Soggetti interessati all’utilizzo delle tabelle ACI

Fruiscono della procedura di calcolo del costo chilometrico mediante le tabelle ACI le imprese di qualunque natura giuridica (imprese individuali, società di persone o di capitali, enti pubblici e privati) e i lavoratori autonomi in forma individuale od associata, qualora abbiano dei lavoratori dipendenti o collaboratori che utilizzano la propria auto per le trasferte di lavoro.

Ricorrono alle tabelle ACI anche gli studi associati nei quali i singoli professionisti impiegano l’auto propria per l’attività esercitata all’interno dell’associazione professionale.

Deducibilità dei costi auto per le imprese e i professionisti

I costi auto includono le quote di ammortamento, i canoni di locazione finanziaria e di noleggio, i costi di impiego (carburanti, lubrificanti, pedaggi autostradali, bolli ed assicurazioni), i costi di manutenzione e riparazione, oltre al parcheggio e alla custodia).

In base all’art. 164, co. 1, lett. b) e b-bis), D.P.R. 917/1986, valgono alcune limitazioni soggettive e oggettive alla possibilità di portare in deduzione dal reddito di impresa o di lavoro autonomo occasionale i costi relativi alle autovetture e agli altri veicoli.

I limiti valgono per l’uso promiscuo di determinati autoveicoli e per l’utilizzo da parte di agenti e rappresentanti di commercio nonché per gli artisti e professionisti.

I limiti oggettivi riguardano i veicoli di seguito elencati ex art. 54, co. 1, lett. a), c), m), art. 52, co. 1, lett. a) e b), e art. 53, co. 1, lett. a), D.Lgs. 285/1992:

  • le autovetture (veicoli destinati al trasporto di persone aventi al massimo 9 posti a sedere, compreso quello del conducente);
  • gli autoveicoli per trasporto promiscuo (veicoli aventi massa complessiva a pieno carico non superiore a 3,5 tonnellate - o a 4,5 tonnellate se a trazione elettrica o a batteria - destinati al trasporto di persone e di cose e capaci di contenere al massimo 9 posti a sedere incluso il conducente);
  • gli autocaravan (veicoli aventi una speciale carrozzeria ed attrezzati permanentemente per essere adibiti al trasporto e alloggio di 7 persone incluso il conducente);
  • i ciclomotori (veicoli a motore a due o tre ruote con motore di cilindrata non superiore a 50 cc e capaci di sviluppare su strada orizzontale una velocità fino a 45 chilometri all’ora);
  • i motocicli (veicoli a due ruote destinati al trasporto di persone in numero non superiore a 2 compreso il conducente).

I costi degli autoveicoli si deducono in misura pari al 70%, qualora siano concessi in utilizzo promiscuo ai lavoratori per la maggior parte del periodo di imposta, mentre sono deducibili al 20%, se impiegati dalle imprese o dagli esercenti arti e professioni e, infine, nella misura dell’80%, quando sono utilizzati dagli agenti e rappresentanti di commercio.

Nell’ipotesi di acquisto, noleggio e leasing, la percentuale di deduzione del 20% per gli esercenti attività di impresa o arte o professione (ovvero dell’80% per gli agenti e rappresentanti di commercio) va conteggiata su un importo massimo di costo fiscalmente riconosciuto variabile in relazione alla modalità di acquisizione e alla categoria di veicolo).

In caso di esercizio di arti e professioni in forma individuale, la deducibilità del 20% è ammessa per un solo veicolo (se l'attività è svolta da società semplici e da associazioni di cui all'art. 5, T.U.I.R., la deducibilità spetta per un solo veicolo per ogni socio o associato).

Non si tiene conto della parte del costo di acquisizione che eccede € 18.075,99 (€ 25.822,84 per gli agenti e rappresentanti di commercio) per le autovetture e gli autocaravan, € 4.131,66 (€ 5.164,57 per gli agenti e rappresentanti di commercio con decorrenza dall’1.1.2017) per i motocicli e € 2.065,83 per i ciclomotori.

Non si considera l’importo dei canoni proporzionalmente corrispondente al costo dei veicoli che eccede i limiti indicati, se i beni sono utilizzati in locazione finanziaria né dell'ammontare dei costi di locazione e di noleggio che eccede € 3.615,20 per le autovetture e gli autocaravan, € 774.69 per i motocicli e € 413,17 per i ciclomotori.

Se l’attività artistica o professionale è esplicata da società semplici e associazioni ex art. 5, T.U.I.R., i limiti sono riferiti a ciascun socio o associato.

Nel caso dei contratti di locazione anche finanziaria e di noleggio, tali soglie sono ragguagliate ad anno.

In base alla C.M. 12/E/2008, i limiti di deducibilità non si applicano sul costo deducibile preso a base per determinare l’ammontare degli ammortamenti stanziabili per l’intera vita utile del bene, ma, al contrario, devono essere applicati esercizio per esercizio sulle singole quote di ammortamento dei beni.

Secondo la R.M. 179/E/2001, la deducibilità dell’ammortamento e delle spese di impiego per autovettura uso ufficio è integrale solo se il veicolo è effettivamente utilizzato come ufficio mobile nell’ambito del ciclo produttivo dell’impresa.

La C.M. 48/E/1998 ha chiarito che i promotori finanziari e gli agenti di assicurazione sono equiparati agli agenti e rappresentanti di commercio.

Si deducono, per contro, senza limiti le spese relative ai veicoli non a motore (biciclette, velocipedi e gondole), ai veicoli a motore alla cui produzione o scambio è diretta l’attività dell’impresa, anche quando sono temporaneamente impiegati per scopi pubblicitari o promozionali, ai veicoli utilizzati come beni unicamente strumentali all’esercizio dell’impresa (ad esempio, scuola guida), ai veicoli ad uso pubblico (ad esempio, taxi) e ai veicoli diversi da quelli sopra riportati (autobus, autocarri, trattori stradali, autoveicoli per trasporti specifici, autoveicoli per uso speciale, autotreni, autoarticolati e autosnodati, mezzi d’opera).

Limiti di deducibilità dei costi delle auto aziendali ex art. 164, co. 1, lett. b) e b-bis), D.P.R. 917/1986

TIPOLOGIA DEL VEICOLO

MODALITÀ DI ACQUISIZIONE O IMPIEGO DEL VEICOLO

PERCENTUALE DI DEDUCIBILITÀ AI FINI DELLE IMPOSTE SUI REDDITI

Veicoli esclusivamente strumentali all’attività di impresa

Proprietà, leasing, noleggio, locazione

100%

Veicoli ad uso pubblico

Proprietà, leasing, noleggio, locazione

100%

Veicoli usati da artisti/professionisti

Proprietà

 

20% (costo fiscalmente riconosciuto di € 18.075,99 per autovetture e autocaravan, € 4.131,66 per motocicli, € 2.065,83 per ciclomotori)

Leasing

20% (costo fiscalmente riconosciuto di € 18.075,99 per autovetture, € 4.131,66 per motocicli, € 2.065,83 per ciclomotori)

N.B. Non si considera l’importo dei canoni proporzionalmente corrispondente al costo dei veicoli eccedente i limiti prescritti nell’ipotesi di acquisto.

Noleggio

20% (costo fiscalmente riconosciuto di € 18.075,99 per autovetture e autocaravan, € 4.131,66 per motocicli, € 2.065,83 per ciclomotori)

Veicoli ad uso promiscuo assegnati ai dipendenti

per la maggior parte dell’anno

Proprietà, leasing, noleggio, locazione

70%

Veicoli non esclusivamente strumentali all’attività d’impresa

Proprietà

20% (costo fiscalmente riconosciuto di € 18.075,99 per autovetture e autocaravan, € 4.131,66 per motocicli, € 2.065,83 per ciclomotori)

Leasing

20% (costo fiscalmente riconosciuto di € 18.075,99 per autovetture e autocaravan, € 4.131,66 per motocicli, € 2.065,83 per ciclomotori)

N.B. Non si considera l’importo dei canoni proporzionalmente corrispondente al costo dei veicoli eccedente i limiti prescritti nell’ipotesi di acquisto.

Noleggio

20% (costo fiscalmente riconosciuto di € 3.615,20 per autovetture e autocaravan, € 774,69 per motocicli, € 413,17 per ciclomotori)

Veicoli utilizzati da agenti/rappresentanti

di commercio/promotori finanziari/agenti

di assicurazione

Proprietà

80% (costo fiscalmente riconosciuto di € 25.822,84 per autovetture e autocaravan, € 4.131,66 per motocicli, € 2.065,83 per ciclomotori)

Leasing

80% (costo fiscalmente riconosciuto di € 25.822,84 per autovetture e autocaravan, € 4.131,66 per motocicli, € 2.065,83 per ciclomotori)

N.B. Non si considera l’importo dei canoni proporzionalmente corrispondente al costo dei veicoli eccedente i limiti prescritti nell’ipotesi di acquisto.

Noleggio

80% (costo fiscalmente riconosciuto di € 5.164,57 per autovetture e autocaravan, € 4.131,66 per motocicli, € 2.065,83 per ciclomotori)

Proroga della detrazione parziale dell’Iva sulle auto aziendali

In base alla Decisione di esecuzione (Ue) 2019/2138 del Consiglio 5.12.2019, pubblicata nella G.U.U.E. 13.12.2019, il Consiglio Ue ha autorizzato l’Italia a mantenere la soglia limite del 40% per la detrazione dell’Iva nel caso di spese relative a veicoli stradali a motore, non utilizzati esclusivamente per scopi professionali, fino al 31.12.2022.

Si ricorda che, nell’ordinamento nazionale, l’art. 19-bis 1, co. 1, D.P.R. 633/1972, dispone che l’imposta relativa all’acquisto o all’importazione di veicoli stradali a motore, diversi da quelli di cui alla lett. f) dell’allegata Tabella B, e dei relativi componenti e ricambi è detraibile al 40%, salvo i casi in cui tali veicoli siano utilizzati esclusivamente nell’esercizio dell’impresa, dell’arte o della professione ovvero costituiscano oggetto dell’attività propria dell’impresa, nonché per gli agenti e rappresentanti di commercio.

AT

Data del post: 28/01/2020

 

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