Bonus Professionisti ed autonomi: chiarimenti

In tema di Bonus per la crisi da Covid 19, l'articolo 27 disciplina l’accesso allo stesso per i «liberi professionisti titolari di partita attiva al 23 febbraio 2020» e i «lavoratori titolari di collaborazione coordinata e continuativa attiva alla stessa data». I suddetti soggetti non devono essere titolari di pensione e non devono essere iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie. L'Inps con il messaggio n. 1288 del 20 marzo 2020, ha precisato che possono accedere al bonus di 600 euro anche i partecipanti agli studi associati e alle società semplici con attività di lavoro autonomo di cui all’articolo 53, comma 1 del Tuir.

I professionisti iscritti all'ordine
Il Mef nella faq pubblicata il 26 marzo prevede l’esclusione dall’indennità di 600 euro per gli iscritti a Ordini. I professionisti in regime di libera attività rientrano nelle disposizioni dell’articolo 44 del decreto, che istituisce il Fondo per il reddito di ultima istanza

I professionisti ordinistici dovranno fare domanda alla Casse di appartenenza. Viene inoltre precisato che il reddito di ultima istanza sarà pari a 600 euro per beneficiario. Il Mef sottolinea che al fondo potrebbero accedere anche colf e badanti, la cui situazione è attualmente in considerazione, in vista di un loro inserimento tra i beneficiari del Fondo residuale previsto nell'articolo 44.

Agenti di commercio
Esclusi dall’indennità di 600 euro anche gli agenti di commercio. Il Mef chiarisce nella faq che l'aiuto riguarda solo coloro che non siano iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie ed essendo gli Agenti iscritti l’Enasarco, rientrano nella fattispecie di esclusione.

Voucher baby sitter

Dal Mef giugne la conferma che il voucher baby sitter vale anche per gli autonomi e in caso di proroga di chiusura delle attività potrà essere rinnovato.

I soci lavoratori di Snc e Srl

L’indennità prevista dall’articolo 28 è riconosciuta ai lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Ago nella quale rientrano anche artigiani e commercianti, oltre a coltivatori diretti, coloni e mezzadri.

Il principale dubbio era se questa indennità possa competere anche ai soci che prestano la propria opera in via esclusiva o prevalente in società, suia essa di persone, che di capitali, iscritti all’Inps.

L’obiezione di chi sostiene che il presupposto per accedere al bonus è che si debba trattare di una partita Iva individuale, si basa sul fatto che l’incipit dell’articolo è «Ai lavoratori autonomi iscritti alle gestioni ...è riconosciuta ...».

Secondo una interpretazione della stampa specializzata, a differenza dell’articolo 27 in cui si prevede espressamente che il richiedente sia titolare di una partita Iva, nell’articolo 28 non c’è una precisazione analoga. Sul tema anche il messaggio Inps n. 1288 del 20 marzo scorso, parla genericamente di lavoratori autonomi iscritti alle gestioni artigiani/commercianti, senza precisare, il necessario possesso della partita Iva, il che farebbe supporre una fruibilità anche da parte dei soci suddetti. 

Riguardo a questa interpretazione la Faq pubblicate giovedì 26 marzo, sul sito del ministero dell’Economia, chiarisce che i soci di società di persone o di capitali obbligati a iscriversi alle gestioni speciali dell’Ago hanno diritto all’indennità di 600 euro prevista dal decreto “cura Italia” (articolo 28 del Dl 18/2020) per il mese di marzo. 

La corresponsione del bonus prescinde dal fatto che l’attività esercitata dal richiedente, rientri o meno tra quelle sospese nel mese di marzo.

La Redazione

Data del post: 27/03/2020

 

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