D.L. n. 34 del 19 maggio 2020 in Gazzetta Ufficiale

E' stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, dopo lunga gestazione, il D.L. n. 34 del 19 maggio 2020, anche chiamato Decreto Rilancio, sulla base delle aspettative del governo Conte.

Tra le novità più attese all'art. 25 del D.L. 34/2020 il Contributo a Fondo Perduto per aziende e professionisti con fatturato e/o corrispettivi riferiti ad aprile 2020, rispetto a quelli riferiti ad aprile 2019, inferiori ai due terzi rispetto, facendo riferimento al criterio della data di effettuazione dell'operazione di cessione di beni o prestazione di servizi.

In prima analisi si ritiene che il criterio di riferimento per determinare la data di effettuazione dell'operazione, a cui far appello, sia quello dettato dall'art. 6 del DPR 633/72, consierando che la norma fa espresso riferimento al fatturato.

È opportuno ricordare che il momento di effettuazione dell’operazione, disciplinato dall’articolo 6 D.P.R. 633/1972, distingue in funzione della tipologia di operazione, ossia:

  • per le cessioni di beni mobili, rileva la data di consegna o spedizione;
  • per le cessioni di beni immobili, rileva la data di stipula dell’atto;
  • per le prestazioni di servizi, assume rilievo il momento di pagamento del corrispettivo.

Per le cessioni di beni l’eventuale anticipato pagamento (in tutto o in parte) comporta l’effettuazione dell’operazione in relazione all’importo incassato, mentre in ogni caso all’anticipata emissione della fattura consegue l’effettuazione dell’operazione.

Una volta determinata la differenza ad aprile fra fatturato 2019 e quello 2020, ed accertato che si è nelle condizioni di accedere al Contributo, lo stesso verrà come di seguito determinato:

a) 2o% della differenza calcolata, per i soggetti con ricavi o compensi indicati non superiori a 400mila euro nel periodo d'imposta precedente;

b) 15% della differenza calcolata, per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 400mila euro e fino a un milione di euro nel periodo d'imposta precedente;

c) 10% della differenza calcolata, per i soggetti con ricavi o compensi superiori a un milione di euro e fino a cinque milioni di euro nel periodo d’imposta precedente.

Il bonus spetterà per un importo non inferiore a mille euro per le persone fisiche e a duemila euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche e sarà esentasse, anche ai fini Irap.

L'accesso al beneficio è subordinato alla presentazione di una istanza telematica da presentarsi entro 60 giorni dalla data di avvio della procedura telematica da parte del Fisco.

E' prevista l'autocertificazione per i requisiti antimafia, con obbligo di recupero del bonus in capo al beneficiario qualora non si passassero i successivi controlli.

Il contributo a fondo perduto sarà corrisposto dall’Agenzia delle Entrate mediante accredito diretto in conto corrente bancario o postale intestato al soggetto beneficiario.

Nella compilazione della modulistica bisognerà fare molto attenzione a ciò che si va a dichiarare per accedere al Contributo a Fondo Perduto, infatti eventuali errori costerebbero molto cari, visto che la norma prevede non solo una sanzione tributaria, ma anche una pesantissima sanzione penale,

Infatti la norma sanziona con l'applicazione dell'art. 316 ter del codice penale che prevede la reclusione da sei mesi a tre anni, o la pena reclusiva da uno a quattro anni se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio con abuso della sua qualità o dei suoi poteri. Quando la somma indebitamente percepita è pari o inferiore a euro 3.999,96 si applica soltanto la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da euro 5.164 a euro 25.822. Tale sanzione non può comunque superare il triplo del beneficio conseguito.

Armando Tranquilli

 

Data del post: 20/05/2020

 

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