Dimissioni del sindaco del collegio sindacale ad effetto immediato

La rinunzia di un sindaco effettivo ha efficacia immediata, indipendentemente dalla sua accettazione da parte dell’assemblea, anche quando la sostituzione non sia possibile per la mancanza di sindaci supplenti.
E' questa la conclusione a cui è giunto il Giudice del Registro presso il Tribunale di Milano con decreto del 2 agosto 2010.
La giurisprudenza fino ad oggi ha fatto emergere due orientamenti, l'uno con il quale si afferma che la rinunzia ha efficacia immediata, indipendentemente dalla sua accettazione da parte dell’assemblea, solo quando sia possibile l’automatica sostituzione del dimissionario con un sindaco supplente (in tal senso si vedano, tra le altre, Trib. Mantova 25 luglio 2009, Cass. 18 gennaio 2005 n. 941, Trib. Roma 27 aprile 1998 e Cass. 9 ottobre 1986 n. 5928).
L’altra posizione invece, propende per l’efficacia immediata, anche quando la sostituzione non sia possibile per la mancanza di sindaci supplenti (cfr. Trib. Napoli 15 ottobre 2009 e Trib. Monza 26 aprile 2001).

L'ultima soluzione è stata accolta anche dalle bozze di norme di comportamento del collegio sindacale delle società non quotate predisposte dal CNDCEC.
Secondo la decisione del giudice di Milano in commento, tale ultimo orientamento è avvalorato  dall’ultimo comma dell’art. 2401 c.c., in base al quale, “se con i sindaci supplenti non si completa il collegio sindacale, deve essere convocata l’assemblea perché provveda all’integrazione del collegio medesimo”.

Dalla norma si desume che, qualora il collegio non sia integro, l’unico rimedio è costituito dalla convocazione dell’assemblea. La legge di riforma non ha introdotto alcun regime di “prorogatio” nell’ipotesi di cessazione dei sindaci per rinuncia, limitandosi a precisare che la sola cessazione per scadenza del termine ha effetto dal momento in cui il collegio è ricostituito (art. 2400 comma 1 c.c.).

L’omessa iscrizione della cessazione dall’ufficio è illecito amministrativo
Da quanto premesso consegue che:

  • la cessazione dall’ufficio di un sindaco per rinuncia deve essere iscritta, a cura degli amministratori, entro 30 giorni, nel Registro delle imprese, ex art. 2400 comma 3 c.c., anche se rinuncino gli altri sindaci effettivi e supplenti;
  • va accolto il ricorso del Conservatore del Registro delle imprese – al quale, probabilmente, nel caso di specie, si era rivolto il sindaco dimissionario – tramite il quale, al fine di ottenere l’iscrizione d’ufficio della cessazione, viene denunciata l’omissione imputabile agli amministratori.
     

Questi ultimi, infatti, a fronte delle successive contestuali dimissioni anche degli altri sindaci effettivi e supplenti, avevano prospettato l’instaurarsi del regime di “prorogatio”, omettendo, di conseguenza, l’iscrizione, al fine di assicurare la continuità dell’organo. Così operando, però, avevano illecitamente omesso un doveroso adempimento, esponendosi alla responsabilità amministrativa sancita dall’art. 2630 c.c. (da 206 a 2.065 euro).
ML

Data del post: 22/11/2010

 

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