Tassazione ordinaria per i dividendi su partecipazioni qualificate con delibera ante 1/1/2018

La Direzione Regionale del Piemonte dell’Agenzia delle Entrate ha precisato, con la risposta all’istanza di interpello n. 901-498/2018, che le distribuzioni di dividendi a favore di persone fisiche titolari di partecipazioni qualificate deliberate nel 2017, ma eseguite nel 2018, mantengono il previgente regime impositivo, non scontando quindi la ritenuta a titolo d’imposta del 26%.

Sembrerebbe il primo documento dell’Amministrazione finanziaria sul tema della disciplina transitoria dei dividendi contenuta nell’art. 1 comma 1006 della L. 205/2017 (legge di bilancio 2018), che risolve in senso positivo una questione suscettibile di avere riflessi non solo sulla posizione dei soci percipienti, ma anche su quella delle società emittenti in qualità di sostituto d’imposta.

Si ricorda infatti che l’art. 1 commi 999 e seguenti della L. 205/2017 ha modificato il regime fiscale dei dividendi percepiti dalle persone fisiche non imprenditori (artt. 47 del TUIR e 27del DPR 600/73), assimilando il regime fiscale degli utili derivanti dal possesso di partecipazioni qualificate a quello che, da anni, caratterizza il possesso di partecipazioni non qualificate.

A seguito di ciò gli utili che derivano dal possesso di partecipazioni qualificate non concorrono più alla formazione del reddito complessivo del percipiente in misura parziale (40%, 49,72% ovvero 58,14% a seconda del periodo di formazione), ma scontano invece la ritenuta a titolo d’imposta del 26% prevista dall’art. 27 del DPR 600/73, la quale esclude ogni obbligo dichiarativo a carico del percipiente medesimo.

A norma dell’art. 1 comma 1005 della L. 205/2017, le modifiche in esame esplicano efficacia per i redditi di capitale percepiti dal 1° gennaio 2018. Ai sensi del successivo art. 1 comma 1006, tuttavia, per le distribuzioni di utili derivanti da partecipazioni qualificate deliberate dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2022 e formatesi con utili prodotti sino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2017 continuano ad applicarsi le disposizioni del DM 26 maggio 2017e, pertanto, i dividendi concorrono alla formazione del reddito complessivo del percipiente, pur se in misura parziale, senza subire la ritenuta a titolo d’imposta prevista dall’art. 27 del DPR 600/73.

Il problema sorge per il fatto che se interpretata in senso letterale, la norma transitoria non riguarderebbe tutte quelle situazioni nelle quali la società ha deliberato la distribuzione degli utili prima del 31 dicembre 2017, ma ha dato esecuzione alla delibera, attribuendo materialmente il denaro ai soci, nel corso del 2018.

La Direzione Regionale del Piemonte invece con un’interpretazione logico-sistematica della disposizione, ha chiarito che il regime transitorio dovrebbe riguardare non solo i dividendi percepiti nel quinquennio 2018-2022 la cui distribuzione sia stata deliberata nel medesimo arco temporale, ma anche i dividendi percepiti nel quinquennio 2018-2022 la cui distribuzione sia stata deliberata prima del 1° gennaio 2018.

Nella Relazione al disegno di legge di bilancio 2018, si spiega che la ratio della disposizione transitoria è da ricercarsi nell’esigenza di non penalizzare i soci con partecipazioni qualificate in società con riserve di utili formatisi fino al 31 dicembre 2017. La norma dovrebbe, quindi, applicarsi non tanto in funzione della data in cui la delibera di distribuzione è stata assunta, quanto piuttosto in funzione del momento in cui gli utili si sono formati.

Il fatto stesso che l’art. 1 comma 1006 della L. 205/2017 richiami le regole del DM 26 maggio 2017, le quali prevedono un regime diverso a seconda della data di formazione degli utili, dovrebbe, del resto, risultare indice della volontà di considerare proprio la data di formazione, e non quella della delibera di distribuzione, il discrimine per valutare il regime di tassazione applicabile.

Rimangono ferme, nell’ambito delle previgenti disposizioni applicabili, quelle relative all’ordine di distribuzione delle riserve, con l'applicazione:

- del 40% dei dividendi distribuiti per utili maturati sino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2007,;

- del 49,72% per gli utili prodotti dall’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007 fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2016;

- del 58,14% per gli utili successivi sino al 1 gennio 2017.

Si auspica che l’orientamento formalizzato dalla DRE Piemonte si consolidi a livello nazionale, si da superare la svista tecnico/normativa, che ha creato incertezze non di poco conto in molti contesti societari.

AT

Data del post: 22/01/2019

 

Condividi

Twitter Facebook Google Plus LinkedIn

Vuoi saperne di più su questo argomento? Contatta qui i nostri esperti

Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi del del D.Lg 196/03 *
Copia qui il codice di controllo