Fatturazione elettronica 2019: datazione e sanzioni

L’anno 2019 inizia con una novità importante, l’introduzione della Fatturazione Elettronica. Una novità importante che porterà sicuramente un maggior impegno. Cerchiamo di riepilogare alcune indicazioni base per poter operare il più agevolmente possibile in un contesto di cambiamento.

Sanzioni

Nessuna sanzione sarà applicata per ritardi negli adempimenti relativi alla fatturazione fino al 30 settembre 2018. Quindi niente panico.

Sul versante delle sanzioni la L.136/2018, di conversione del D.L. 119/2018, conferma la non applicabilità delle sanzioni per il primo semestre del periodo d'imposta 2019, se la fattura è emessa entro il termine di effettuazione della liquidazione periodica IVA.

Quindi se il cedente incassa il corrispettivo in data 10 gennaio 2019 può emettere (ossia trasmettere la fattura elettronica allo SdI) prima del 16 febbraio senza incorrere in sanzioni, a condizione che la relativa IVA a debito venga compresa nella liquidazione IVA di gennaio. Qualora la fattura venga emessa entro il termine di effettuazione della liquidazione IVA del periodo successivo (nel nostro esempio, prima del 16 marzo) saranno applicate le sanzioni con riduzione dell'80 per cento.

La moratoria dalle sanzioni è stata estesa fino al 30 settembre 2019, per i contribuenti che effettuano la liquidazione periodica dell'imposta sul valore aggiunto con cadenza mensile.

 

Emissione e invio della fattura elettronica immediata

Il D.L. 119/2018, approvato definitivamente il 13 dicembre 2018, prevede che la fattura è emessa entro dieci giorni dall'effettuazione dell'operazione, ma anche che la fattura debba contenere la data in cui è effettuata la cessione di beni o la prestazione di servizi, ovvero data in cui è percepito in tutto o in parte il corrispettivo, sempreché tale data sia diversa dalla data di emissione della fattura.

La novità consiste che l'attuale tracciato telematico dovrà essere in qualche modo implementato del campo data esigibilità, data diversa dalla data fattura, ma importantissima poiché definirà il periodo al quale l'imposta a debito dovrà concorrere, con un meccanismo di liquidazione a ritroso del tutto simile a quello attualmente previsto per le fatture differite per cessioni di beni.

E’ chiaro che all'atto della contabilizzazione, la data fattura diverrà una indicazione ben poco significativa, dovendosi invece tenere conto della data di avvenuta esigibilità, o data di effettuazione dell’operazione.

Quindi l’art. 11 del DL 119/2018, ha modificato l’art. 21 del D.P.R. 633/1972, con l’inserimento nello stesso della lettera g-bis e pertanto dal 1° luglio 2019, la fattura immediata, potrà essere emessa entro 10 giorni dal momento di effettuazione dell’operazione, consentendo termini più ampi per le fatture immediate e per quelle emesse contestualmente al pagamento.

Restano fermi invece, per le fatture differite, i termini che prevedono che le stesse possano essere trasmesse allo SdI entro il giorno 15 del mese successivo.

Sul punto è importante evidenziare che se la data di effettuazione dell’operazione (consegna del bene o pagamento del servizio) o quella dell’acconto non coincidono con la «data di emissione», deve essere indicata in fattura la data di effettuazione dell’operazione o del pagamento anticipato. L’indicazione in fattura della data di effettuazione dell’operazione consente al cessionario/committente di poter esercitare il diritto alla detrazione dell’Iva, con riferimento al periodo in cui l’operazione è stata eseguita, purché la fattura sia annotata entro il giorno 15 del mese successivo.

Resta sempre rilevante la data di ricezione, che attesta il momento in cui vi è il possesso della fattura elettronica necessaria a esercitare il diritto alla detrazione.

 

Fatture differite e tempistica di emissione

La normativa sulla fatturazione elettronica non ha modificato le disposizioni sulla fattura previste all’articolo 21, comma 4, del Testo Unico IVA (DpR 633/72) e quindi è possibile l’emissione di una fattura elettronica "differita".  Secondo la norma si può emettere una fattura entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione di cessione di beni o prestazioni di servizi.

A tale proposito in una risposta con una recente FAQ dell'Agenzia delle Entrata, la stessa evidenzia l'importanza del momento in cui l'IVA concorre alla sua liquidazione. L’Agenzia ha chiarito a titolo esemplificativo che per operazioni di cessione di beni effettuate il 20 gennaio 2019, l'operatore IVA residente o stabilito potrà emettere una fattura elettronica "differita" il 10 febbraio 2019 avendo cura di:

- emettere al momento della cessione (20 gennaio), un DDT o altro documento equipollente (con le caratteristiche stabilite dal D.P.R. n. 472/96) che accompagni la merce;

- datare la fattura elettronica con la data del 10 febbraio 2019, indicandovi i riferimenti del documento o dei documenti di trasporto (numero e data);

- far concorrere l'IVA alla liquidazione del mese di gennaio. 

 

Armando Tranquilli

Data del post: 02/01/2019

 

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