I Forfettari diventano sostituti nel lavoro dipendente

I forfettari, in quanto datori di lavoro e/o committenti, erogano retribuzioni o compensi, con decorrenza 1° gennaio 2019, e quindi retroattivamente, dovranno operare e versare le ritenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilato corrisposti. La novità è prevista dall’articolo 6 del Dl 34/19, che modificando il comma 69 dell’articolo 1 della legge 190/14, introducendo per i soggetti in regime forfettario l’obbligo di sostituzione d’imposta, sebbene limitatamente alle ritenute operate sui redditi di lavoro dipendente e assimilato di cui agli articoli 23 e 24 del Dpr 600/73. La modifica si è resa necessaria a seguito dell’ampliamento della platea dei soggetti potenzialmente interessati al regime forfettario a seguito delle modifiche operate dalla legge di bilancio 2019. Infatti possono accedere a al regime forfettario con tassazione ridotta, le persone fisiche imprenditori o professionisti, con ricavi/compensi fino a 65mila percepiti nell’anno precedente, possono inoltre essere datori di lavoro e committenti, non essendo più presenti vincoli previgenti tra i quali l’aver corrisposto redditi a dipendenti e collaboratori non oltre 5mila euro in tutto. Il governo ha valutato come probabile, la presumibile crescita dei soggetti che opteranno per il regime fiscale forfettario, come conseguenza ha provveduto all’eliminazione del vincolo di erogazione di compensi sotto la soglia dei 5mila euro o di assunzione di dipendenti e sentito l’esigenza di introdurre gli obblighi propri del sostituto d’imposta dal 2019. Pertanto per le altre tipologie di redditi ( lavoro autonomo occasionale o professionale, redditi di agenzia e così via), continua ad applicarsi il regime di esenzione dagli obblighi di effettuazione delle ritenute e del relativo versamento previsto dallo stesso comma 69 dell’articolo 1 della legge 190/14. Poiché il Dl è entrato in vigore il 1° maggio, sulle retribuzioni, sui compensi dei Cococo sui rimborsi spese degli stageurs nonché sugli altri redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente erogati a partire dal mese di maggio, il contribuente in regime forfettario dovrà ripristinare in busta paga o prospetto assimilato la ritenuta fiscale, nonché versarla entro il 16 del mese successivo. La norma, in deroga a quanto previsto dallo statuto del contribuente, legge 212/00, ha effetto retroattivo in quanto introduce l’obbligo di sostituzione d’imposta dal 1° gennaio 2019, cioè sulle somme erogate a partire da quella data. Per questo il comma 2 dell’articolo 6 del Dl 34/19 prevede che per le retribuzioni corrisposte prima dell’entrata in vigore del Dl, cioè dal 1° gennaio al 30 aprile 2019, le relative ritenute dovranno essere operate e versate suddivise in tre tranches di eguale importo, e trattenute sulle retribuzioni corrisposte a partire dal terzo mese successivo a quello di entrata in vigore del decreto. Essendo il Dl in vigore dal 1° maggio, il primo mese in cui dovrà essere effettuato il prelievo della prima rata delle ritenute pregresse è agosto 2019. Si evidenzia che il provvedimento è un Dl che, anche se norma in vigore dal 1 maggio 2019, dovrà essere convertito in legge. Armando Tranquilli

Data del post: 03/05/2019

 

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