Nuove scadenze fiscali con il D.L. Rilancio

Il Decreto Legge Rilancio, in corso di pubblicazione su G.U., con l'art. 13 (Bozza del Decreto) interviene nuovamente sul calendario fiscale dei pagamenti fiscali prevedendo uno spostamento della data di versamento derivante da rinvio delle scadenze di pagamento ordinarie,  dal 30 giugno al 16 settembre.

Le nuove proroghe riguardano anche i pagamenti delle comunicazioni di irregolarità o avvisi bonari, precedentemente ignorate. Il D.L. Rilancio non considera il versamento a saldo delle imposte e dei contributi dovuti per il 2019 e il primo acconto per il 2020, in relazione ai modelli redditi 2020, per l’anno 2019, la cui scadenza resta, al momento, in calendario il 30 giugno 2020, con possibile spostamento al 30 luglio 2020, con lo 0,40% in più.

Rinvio scadenze degli avvisi bonari

Contrariamente a quanto previsto dai precedenti decreti, una delle nuove proroghe riguarda i pagamenti in scadenza tra l’8 marzo 2020 e il giorno antecedente l’entrata in vigore del decreto rilancio, anche per le rateazioni in corso, delle somme chieste mediante le comunicazioni degli esiti del controllo di cui agli articoli 36-bis e 36-ter del Dpr 600/1973 e 54-bis del decreto Iva, nonché mediante le comunicazioni degli esiti della liquidazione per i redditi soggetti a tassazione separata.

Il decreto prevede altresì la sospensione degli stessi pagamenti in scadenza nel periodo compreso tra l’entrata in vigore del decreto e il 31 maggio 2020. I versamenti potranno essere effettuati in un’unica soluzione entro il 16 settembre 2020 o in quattro rate mensili di pari importo a decorrere da settembre 2020 con scadenza il 16 di ciascun mese.

 

Uno spostamento della data di scadenza dei versamenti già rinviati. 

I nuovi differimenti previsti dal decreto Rilancio, spostano i versamenti, che erano in scadenza nei mesi di maggio e giugno, prevedendo, di norma, il rinvio dei pagamenti entro il 16 settembre 2020.

Al fine di potersi avvalere della proroga è necessario eseguire il cd. “test del fatturato”, verificando che per i mesi di marzo ed aprile 2020 il decremento del fatturato e dei corrispettivi sia almeno pari al 33% (o al 50% per le imprese ed i lavoratori autonomi con ricavi o compensi superiori ai 50milioni nel 2019). In pratica la sospensione vale solo nel caso in cui si verifichi un calo del fatturato o dei corrispettivi non inferiore al 33% nel mese di marzo 2020 rispetto a marzo 2019, o nel mese di aprile 2020 rispetto ad aprile 2019.

Le stesse date per la ripresa dei pagamenti, in un’unica soluzione entro il 16 settembre 2020, o in quattro rate mensili di pari importo, con il pagamento della prima rata entro il 16 settembre 2020, valgono per i contribuenti con ricavi o compensi non superiori a 400mila euro nel periodo d’imposta 2019, i cui ricavi o compensi percepiti nel periodo compreso tra il 17 marzo 2020, e il 31 maggio 2020, non sono assoggettati alle ritenute d’acconto da parte del sostituto d’imposta.

Non è quindi prevista alcuna novità, né per l’ambito oggettivo dei tributi differibili, né per il periodo temporale di riferimento che, come detto, si riferisce solamente alle scadenze dei mesi di aprile e maggio 2020.

Quindi per i contribuenti esercenti impresa, arte o professione, con ricavi o compensi fino a 50.000.000 di euro relativi al 2019, sono sospesi i versamenti delle ritenute e dei contributi assistenziali e previdenziali e i premi di assicurazione obbligatoria sul lavoro dipendente e dell’Iva, in scadenza nei mesi di aprile e maggio 2020, il cui versamento dovrà essere effettuato entro il 16 settembre, o in quattro rate mensili uguali a partire da suddetta data.

La stessa sospensione è prevista per i contribuenti che hanno iniziato l’attività dopo il 31 marzo 2019. 

Il beneficio spetta a condizione che nel mese precedente non siano state sostenute spese per lavoro dipendente o assimilato. È stata anche spostata in avanti la sospensione dei termini dei versamenti, in scadenza nel periodo dall’8 marzo 2020 al 31 agosto 2020 (prima prevista fino al 31 maggio), derivanti da cartelle emesse dagli agenti della riscossione, e i pagamenti dovuti a seguito di accertamenti esecutivi delle Entrate, avvisi di addebito dell’Inps, atti di accertamento emessi dall’agenzia delle Dogane e atti di accertamento esecutivi emessi dagli enti locali. I versamenti sospesi si dovranno effettuare, senza sanzioni e senza interessi, in unica soluzione entro il 30 settembre 2020.

Data del post: 14/05/2020

 

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