Perdite soggetti Irpef: cambiano le regole

L'articolo 1, commi dal 23 al 26, L. 145/2018 (la Legge di bilancio 2019) ha introdotto importanti novità in materia di riporto delle perdite di esercizio per i soggetti Irpef.

In tema di perdite d'esercizio, prima delle citate modifiche normative erano previste diverse discipline, infatti mentre per i lavoratori autonomi e le imprese in contabilità semplificata potevano compensare le perdite solo con i redditi eventualmente prodotti nello stesso periodo di imposta, con la compensazione orizzontale, le imprese in contabilità ordinaria potevano compensare le perdite con gli altri redditi d’impresa o di partecipazione conseguiti nello stesso anno, o, in mancanza, potevano riportare la perdita agli esercizi successivi, ma non oltre il quinto.

La disciplina prevista era quindi del tutto diversa da quella disegnata per i soggetti Ires, i quali potevano e possono riportare la perdita agli esercizi successivi senza alcun limite di tempo, seppur in misura non superiore all’80% del reddito imponibile di ciascun esercizio.

Con le novità introdotte dalla legge di Stabilità 2019, queste differenze vengono parzialmente annullate, prevedendo, per tutti i soggetti, la possibilità di riportare le perdite agli esercizi successivi senza limiti di tempo. Restano tuttavia esclusi dallle modifiche i lavoratori autonomi, con riferimento ai quali continua a trovare ancora applicazione la vecchia disciplina, potendo questi ultimi quindi compensare le perdite di esercizio solo orizzontalmente.

Dopo le modifiche pertanto tutte le perdite conseguite nell’ambito del reddito d’impresa, cossì come anche quelle derivanti da partecipazioni, devono essere computate in diminuzione dei relativi redditi conseguiti nei periodi d’imposta e, per la differenza, nei successivi, nella misura dell’80% dei redditi conseguiti in detti periodi d’imposta, per l’intero importo che trova capienza in essi.

Si sottolinea che le richiamate novità trovano applicazione, per espressa disposizione normativa, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017, ovvero dal 2018.

Per le imprese in contabilità ordinaria la norma non prevede specifiche disposizioni transitorie, sicché, si può ritenere che siano riportabili senza limiti di tempo tutte le perdite maturate negli anni precedenti e ancora riportabili in forza della precedente disciplina e quindi le perdite maturate dall’anno 2013.

Una speciale disciplina transitoria, con la Legge di bilancio 2019, si è invece prevista per i soggetti in contabilità semplificata.

Si ricorda, infatti, questi contribuenti sono stati penalizzati dalle novità introdotte in materia di determinazione del reddito secondo il principio di cassa, in tutti i casi in cui hanno rilevato perdite, non riportabili nei successivi periodi di imposta, in conseguenza dell’impossibilità di computare le rimanenze finali, pur essendo rilevanti, nel primo periodo di applicazione delle novità, le esistenze inziali.

Proprio al fine di porre rimedio a questa situazione il Legislatore ha esteso le novità anche alle perdite 2017, pertanto la nuova disciplina delle perdite delle imprese in contabilità semplificata può essere così sintetizzata:

  • le perdite del periodo d’imposta 2017, per la parte non compensata secondo le vecchie disposizioni, sono computate in diminuzione dei relativi redditi conseguiti:
  1. nei periodi di imposta 2018 e 2019, in misura non superiore al 40% dei medesimi redditi, per l’intero importo che trova capienza in essi;
  2. nel periodo d’imposta 2020, in misura non superiore al 60% dei medesimi redditi e per l’intero importo che trova capienza in essi.
  • le perdite del periodo d’imposta 2018, sono computate in diminuzione dei relativi redditi conseguiti nei periodi di imposta 2019 e 2020 in misura non superiore, rispettivamente, al 40 e al 60% dei medesimi redditi e per l’intero importo che trova capienza in essi;
  • le perdite del periodo d’imposta 2019 sono computate in diminuzione dei relativi redditi conseguiti nel periodo d’imposta 2020 in misura non superiore al 60% dei medesimi redditi e per l’intero importo che trova capienza in essi.

Il nuovo regime amplia le possibilità, per i soggetti Irpef, di compensare tutte le perdite maturate, in analogia a quanto già previsto per i soggetti Ires. L’utilizzo della perdita in misura non superiore all’80% del reddito degli esercizi successivi rappresenta un ulteriore beneficio per i soggetti Irpef, i quali, se da un lato sono comunque costretti a versare le imposte pur in presenza di una perdita ancora non utilizzata, dall’altro possono in questo modo applicare, in alcuni casi, nei vari anni, un’aliquota Irpef media minore.

AT

Data del post: 09/01/2019

 

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