Ritenuta d'acconto del 21% su affitti brevi: prima scadenza

Oggi, lunedì 16 ottobre 2017, scatta il termine entro cui gli intermediari immobiliari devono versare la ritenuta del 21% sui canoni o corrispettivi lordi trasferiti ai locatori a partire dall’11 settembre 2017 e derivanti da contratti di locazione breve stipulati dal 1° giugno scorso. La ritenuta va versata con modello F24 utilizzando il codice tributo 1919.

Nella circolare 24/E del 12 ottobre 2017, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito come trattare alcuni casi limite e problemi pratici che sono emersi.

 

Agenzie immobiliari soggette a ritenuta del 21%

La normativa in esame attribuisce un ruolo particolare ai soggetti che intermediano la conclusione del contratto o che intervengono nella fase del pagamento, per cui sono obbligati alla ritenuta gli intermediari che intervengono nel pagamento del canone.

In pratica, tutti coloro che hanno «la materiale disposizione» del denaro.

Niente ritenuta quindi:

  • per le agenzie che ricevono dall’inquilino un assegno intestato direttamente al locatore e glielo fanno avere;
  • per i casi in cui il pagamento avviene tramite carte di credito, bancomat e prepagate. In questo caso infatti, non si configurano tecnicamente come intermediari le banche, gli istituti di pagamento, le Poste e le società che offrono servizi di pagamento digitale o trasferimento di denaro via internet (ad esempio Paypal).

La ritenuta va eseguita anche quando l’intermediario delega un altro soggetto a incassare il canone e ad accreditarlo al locatore. In questo caso, l’obbligo grava comunque sul delegante, quindi sull’intermediario.

 

Base imponibile della ritenuta d’acconto del 21%

Per definire la base imponibile su cui applicare il 21%, ci si deve rifare a quanto l’Agenzia delle Entrate ha già affermato nel provvedimento del 12 luglio 2017, dove indica che vanno presi a riferimento i «corrispettivi lordi».

I nodi sono la provvigione dovuta all’intermediario e le spese per servizi accessori, come la pulizia e il cambio della biancheria (citati dalla legge) o la fornitura di acqua, luce, wi-fi, riscaldamento e aria condizionata (aggiunti dalle Entrate).

Secondo il Fisco: la provvigione non risulta compresa nel corrispettivo lordo, e quindi evita la ritenuta, quando è addebitata direttamente al conduttore o al locatore, senza che quest’ultimo la ribalti sull’inquilino.

Mentre concorre al corrispettivo lordo se viene trattenuta dall’intermediario sul canone dovuto in base al contratto.

Anche le spese non sono comprese nel corrispettivo lordo e quindi non subiscono ritenuta, se sono pagate direttamente dall’inquilino o gli vengono riaddebitate a consumo effettivo.

Al contrario, subiscono la trattenuta se il contratto prevede un importo del canone comprensivo del servizio di pulizia.

Ad ogni modo, la disciplina sulla ritenuta non riguarda le locazioni - pur inferiori a 30 giorni - che prevedono servizi aggiuntivi non strettamente connessi alle semplici finalità residenziali: quali la colazione, il noleggio auto o la guida turistica.

In questo caso infatti si esce dal campo di applicazione dell’art. 4 del Dl 50/2017.

Dott. Armando Tranquilli

Data del post: 16/10/2017

 

Condividi

Twitter Facebook Google Plus LinkedIn

Vuoi saperne di più su questo argomento? Contatta qui i nostri esperti

Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi del del D.Lg 196/03 *
Copia qui il codice di controllo