Previdenza generale obbligatoria: I.N.P.S.

cura della Dott.ssa Donata Formisano

L’istitutoa previdenziale italiano che conta il maggior numero di iscritti è l’ I.N.P.S. (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale). Questo organo, direttamente identificabile con lo stato e provvede all’erogazione del maggior numero di prestazioni pensionistiche e assistenziali.
Il diritto alla percezione della rendita previdenziale matura al raggiungimento di determinati requisiti anagrafici e contributivi, o al verificarsi di determinate esigenze limitative della capacità lavorativa (es. invalidità), o infine in condizioni di disagio economico. 
I soggetti aderenti e iscritti all’INPS sono la maggior parte dei lavoratori dipendenti di imprese private e, (afferenti ad alcune gestioni separate) le categorie degli artigiani, dei commercianti e dei lavoratori in agricoltura.
Ancora, sezioni dedicate accolgono le casalinghe e i lavoratori parasubordinati che si suddividono a loro volta in lavoratori legati da contratti di collaborazione coordinata e continuativa (Co.Co.Co.) e a progetto (Co.Co.Pro.), i professionisti non iscritti ad altre casse professionali e altri lavoratori legati per lo più da rapporti occasionali.
Il sistema di gestione adottato dall’INPS è basato sulla ripartizione tra i soggetti attualmente in congedo dal lavoro dei contributi versati dagli individui attualmente in attività. L’equilibrio del sistema è fondato sul bilancio positivo tra entrate e uscite della cassa, cioè dal fatto che il livello dei contributi versati dai lavoratori sia più alto del livello degli assegni percepiti dai pensionati. La differenza eventualmente negativa tra le poste di bilancio è finanziata dallo stato attraverso la pressione fiscale generale, ed è questo il tratto distintivo principale dei sistemi di previdenza pubblica.
Il sistema a ripartizione implica necessariamente un confronto costante con la dinamica demografica ed economica della popolazione.
Il perseguimento attraverso gli anni del fine di garantire le prestazioni dovute agli aderenti ha provocato una serie di mutamenti legislativi che hanno profondamente rivoluzionato le modalità di accesso alla rendita pensionistica.
Il mutamento più importante, considerato lo “sparti-acque” tra generazioni di pensionati è l’introduzione, a partire dal 1995 del metodo di calcolo contributivo, basato sulla corresponsione della rendita previdenziale in diretto rapporto con il numero di contributi versati durante l’attività lavorativa, in netta contrapposizione con il sistema retributivo che tiene conto, nella determinazione della rendita, dell’ammontare medio delle ultime retribuzioni percepite.
Altri provvedimenti salienti, adottati nel corso degli anni attraverso l’applicazione di leggi, sono prevalentemente orientati ad innalzare i requisiti di accesso alla previdenza (l’età lavorativa al pensionamento e il numero di anni di contribuzione necessari), per adeguare il sistema pensionistico alle esigenze evolutive della popolazione.

D.F.

 

 

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