Donazione d'azienda: aspetti fiscali e civilistici

Donazione d'azienda: aspetti fiscali e civilistici

a cura della dott.ssa Milena De Martino

La donazione d’azienda o di ramo d’azienda è una delle modalità mediante le quali può essere trasferita l’azienda, risulta una soluzione particolarmente interessante, non solo per la sua semplicità, ma anche per il regime fiscale favorevole di cui beneficia. E’ dal 1 Gennaio 1997 che la donazione d’azienda può essere considerata un’operazione fiscalmente neutrale se al momento della stessa, il donatario(il beneficiario) assume l’azienda ai medesimi valori fiscali riconosciuti in capo al donante e se vi è prosecuzione dell’attività da parte di tutti i beneficiari della donazione. Pertanto, se sussistono piu’ donatari,qualora la prosecuzione dell’attività avvenga ad opera di uno soltanto o di alcuni di essi, il regime della neutralità non opera e il donante deve assoggettare a tassazione la differenza tra il valore normale dell’azienda donata e il costo fiscalmente riconosciuto della stessa. Se, invece, tutti i destinatari della donazione proseguono l’attività, la tassazione non avviene all’atto della donazione, ma viene rinviata al momento dell’eventuale cessione dell’azienda da parte del donatario.
L’Imposta sulle donazioni e successioni è stata abolita ad opera della Legge N.383/2001 e riesumata ad opera della legge di conversione N.286/2006 del Dlg N.262/2006. La Finanziaria 2007 è successivamente intervenuta per integrare la disciplina dell’imposta in esame,introducendo, tra l’altro, determinate franchigie in favore di parenti in linea collaterale e dei portatori di handicap, nonché esenzioni per il trasferimento a favore dei discendenti,di aziende o rami di esse , di quote sociali o di azioni. In particolare,a decorrere dal 29/11/2006, l’imposta sulle donazioni non è dovuta se la donazione è effettuata a favore di discendenti e questi proseguono l’attività per almeno 5 anni dalla data del trasferimento. Per cui, è di frequente che l’operazione di donazione viene preferita per il trasferimento di imprese individuali in favore di figli o di altri familiari.
E’ da sottolineare, che nel caso in cui nell’azienda siano ricompresi beni immobili,il rispetto o meno delle suddette condizioni per la neutralità fiscale, comporta ,qualora ne sussistano le condizioni, l’applicazione delle imposte ipotecarie e catastali.
Ai fini Iva, bisogna dire che la donazione d’azienda è un’operazione esclusa da Iva,la prosecuzione dell’ impresa da parte dei beneficiari della donazione comporta una continuità tra l’attività esercitata dell’imprenditore donante  e quella dei donatari che devono assolvere,nei termini ordinari, a tutti gli adempimenti connessi alle operazioni effettuate sia dal donante che da essi stessi.
In particolare, entro 30 giorni dalla data dell’atto di donazione, i beneficiari del trasferimento devono presentare all’Agenzia delle Entrate, presso un qualsiasi ufficio locale, la “Dichiarazione di inizio attività ,variazione dati o cessazione attività ai fini Iva”(modello Iva AA 9/9 per le imprese individuali e lavoratori autonomi e modello Iva AA 7/9 per  i soggetti diversi dalle persone fisiche), barrando negli appositi quadri (Quadro E per il modello Iva AA 9/9 e Quadro D per il modello Iva AA 7/9) di tale comunicazione la casella che identifica “La donazione d’azienda” e indicando il Numero di Partita Iva dell’imprenditore donante, che per effetto di tale comunicazione, viene automaticamente cancellato.
In merito agli obblighi di presentazione della Dichiarazione Annuale( Modello Unico) non vi sono particolari problemi: il donante e il donatario devono presentare ciascuna la propria dichiarazione nei termini ordinari, indicando i redditi d’impresa relativi ai rispettivi periodi di possesso dell’azienda.
 

Sotto il profilo civilistico, la donazione deve essere fatta per atto pubblico, pena la nullità della stessa. Va tuttavia osservato come per configurare la donazione non basti un’attribuzione senza corrispettivo. Serve infatti anche l’intenzione di beneficiare. La donazione è esclusa ogniqualvolta trovi causa diversa dall’intento benefico.
Si consideri tuttavia che la donazione:
 

  • è passibile di revocatoria ex art.2901 del C.C. Non è necessaria l’intenzione di nuocere al proprio creditore essendo sufficiente la consapevolezza del pregiudizio che, mediante l’atto di disposizione, venga in concreto arrecato alle ragioni del creditore,consapevolezza la cui prova puo’ essere fornita anche mediante presunzioni;
  • costituisce un mero acconto della futura eredità. Il donante deve quindi prestare la massima attenzione a non ledere la legittima spettante ai propri familiari.

In conclusione,la donazione d’azienda si tratta di un atto che, pur presentando una certa appetibilità sotto il profilo fiscale, appare “non sempre definitivo” sotto il profilo civilistico.

 

 

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