Compensazione Credito Iva - Regole

A decorrere dal 2010, le regole di cui tenere conto per operare la compensazione del credito Iva relativo all’anno 2013 emergente dalla dichiarazione annuale Iva 2014 e dei crediti trimestrali risultanti dai modelli TR da presentare nel 2014, sono rigide e necessitano di una particolare attenzione per evitare sanzioni.

In particolare:

  • gli utilizzi del credito Iva emergente dalla dichiarazione annuale per importi superiori ad una data soglia (€ 5.000), possono essere eseguiti solo a decorrere dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione da cui esso emerge;
  • per utilizzi in compensazione superiori alla soglia di € 15.000, invece, è necessario effettuare tramite soggetti a ciò abilitati i controlli previsti ai fini dell’apposizione nella dichiarazione annuale del “Visto di conformità” (ciò avviene tramite la barratura di una specifica casella nel frontespizio della dichiarazione annuale Iva).
Va, infine, ricordato che tali vincoli temporali interessano solo le compensazioni “orizzontali” (ovvero quelle effettuate con altri tributi diversi dall’Iva o contributi) mentre non interessano mai le compensazioni verticali, cioè quelle “Iva da Iva”, anche se superano le soglie sopra indicate.
 
Le regole da applicare.
 
Compensazione “libera” per i crediti Iva annuali non superiori a € 5.000 
Chi intende utilizzare in compensazione il credito Iva annuale del 2013 per importi non superiori ad € 5.000 può presentare il modello F24:
  • già dal 1° gennaio 2014 (e, quindi, già in occasione della prima scadenza “tipica” del 16 gennaio 2014);
  • senza alcuna preventiva presentazione della dichiarazione annuale Iva;
  • potendo utilizzare per il versamento sia i canali telematici di Entratel/Fisconline (direttamente o tramite intermediario abilitato) sia un sistema di home o remote banking.
Tali compensazioni per importi non superiori ad € 5.000 sono possibili indipendentemente dall’ammontare del credito complessivo risultante dalla dichiarazione annuale: in pratica i “primi” € 5.000 del credito Iva annuale possono essere compensati anche orizzontalmente senza alcun tipo di vincolo.
In materia di compensazioni tra debiti e crediti Iva, come chiarito dalla circolare n.29/E/10:
  • non ricadono nel monitoraggio (quindi solo liberi) gli utilizzi del credito Iva per pagare debiti d’imposta che sorgono successivamente (es: credito Iva dell’anno 2013 risultante dalla DR Iva 2014 utilizzato per pagare il debito Iva di gennaio 2014);
  • devono essere conteggiate nel limite, invece, le compensazioni che riguardano il pagamento di un debito Iva sorto precedentemente (es: debito Iva ottobre 2013 ravveduto utilizzando in compensazione il credito Iva dell’anno 2013 risultante dalla DR Iva 2014). 
 
Compensazione dei crediti annuali superiori a € 5.000 
Chi intende compensare il credito Iva per importi superiori ad € 5.000, invece, dovrà prima presentare la dichiarazione annuale Iva e poi procedere alla compensazione presentando il modello F24 con la seguente tempistica:
non prima del giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione annuale;
occorre, inoltre, attendere 10 giorni dalla data di presentazione della dichiarazione (quindi non è possibile presentare la dichiarazione Iva 2014 il 28 febbraio 2014 e compensare il 3 marzo 2014).
Per agevolare i tempi di utilizzo del credito Iva in compensazione, è previsto che il contribuente possa escludere la dichiarazione annuale Iva dall’unificazione con la dichiarazione dei redditi, e, quindi, possa presentarla in anticipo rispetto alla canonica scadenza del modello Unico.
 
Stante l’attuale termine iniziale per la presentazione della dichiarazione annuale (fissato al 1° febbraio), risulta pertanto impossibile presentare prima del 16 marzo un modello F24 con utilizzo in compensazione di crediti Iva per importi superiori ad € 5.000.
 
Gli F24 contenenti utilizzi in compensazione del credito Iva annuale per importi superiori ad €5.000 potranno essere trasmessi unicamente tramite i canali di Entratel o Fisconline (direttamente o tramite intermediario abilitato), quindi non si può utilizzare il canale bancario (home banking o remote banking).
Gli F24 presentati senza osservare tali regole (prima delle tempistiche o con canali difformi da quelli previsti) verranno scartati dalla procedura. 
 
Residuo credito Iva annuale relativo all’anno 2012
Infine, per una corretta applicazioni di tali regole si ricorda che: 
  • il residuo credito Iva relativo al periodo d’imposta 2012, emerso dalla precedente dichiarazione Iva annuale ed utilizzato nel 2014 fino al termine di presentazione della dichiarazione Iva2014 relativa all’anno 2013, non deve sottostare alle regole descritte, a condizione che non venga fatto confluire nella prossima dichiarazione annuale Iva (in pratica, nel modello F24, deve ancora essere indicato “2012” come anno di riferimento); ciò in quanto per questo credito relativo al 2012 la dichiarazione annuale già è stata presentata nel 2013 e quindi le tempistiche sono già state rispettate (l’unica cautela riguarda il caso di superamento del limite di € 15.000, laddove la dichiarazione Iva relativa al 2012 non sia stata “vistata”);  
  • al contrario, il residuo credito Iva relativo al periodo d’imposta 2012, emerso dalla precedente dichiarazione Iva annuale e fatto confluire nella prossima dichiarazione annuale Iva viene a tutti gli effetti “rigenerato” nella dichiarazione Iva 2014 come credito Iva relativo all’anno 2013 e come tale soggetto alle regole di monitoraggio in precedenza descritte.
 
Regole di compensazione dei crediti Iva trimestrali
Il limite dei € 5.000 riguardante la compensazione dei crediti Iva annuali trova applicazione, per la parte eccedente i limiti di € 5.000, anche con riferimento ai crediti risultanti dalla presentazione delle denunce trimestrali (modelli TR). Va in proposito precisato che il limite di € 5.000 deve intendersi “unitario” per tutti i modelli TR presentati nell’anno: ciò significa che se dal primo modello TR emerge un credito Iva trimestrale di € 5.000 da utilizzare in compensazione, i crediti trimestrali emergenti dai successivi modelli TR dovranno seguire le regole previste per l’utilizzo in compensazione dei crediti eccedenti la soglia. 
 
Non vale, invece, per i crediti trimestrali il limite dei € 15.000, atteso che per essi non è prevista l’applicazione della disciplina del visto di conformità.
La compensazione dei crediti trimestrali, anche per la parte che non eccede € 5.000, deve essere sempre preceduta dalla trasmissione telematica del modello TR, ancorché non sia necessario attendere il giorno 16 del mese successivo alla trasmissione come previsto per la parte di credito  eccedente rispetto a € 5.000).  
 
Con riferimento ai rapporti esistenti tra credito Iva annuale e crediti Iva trimestrali, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che:
al raggiungimento del limite (oggi pari € 5.000) riferito al credito annuale 2013, non concorrono le eventuali compensazioni di crediti Iva relativi ai primi tre trimestri dello stesso anno (risultanti, quindi, dalle istanze mod. Iva TR presentate nel corso del 2013);
il limite di € 5.000 è riferito all’anno di maturazione del credito e viene calcolato distintamente per ciascuna tipologia di credito Iva (annuale o infrannuale); ciò significa che il credito annuale evidenziato nella dichiarazione Iva 2014 relativa al 2013 presenta un tetto pari ad € 5.000, da spendere liberamente anche prima delle presentazione della dichiarazione e allo stesso modo per i crediti trimestrali evidenziati nei modelli TR da presentare nel corso del 2014 è a disposizione un ulteriore tetto di € 5.000, valido complessivamente per tutti i TR che vengono presentati nel corso del 2014.
 
Vincoli alla compensazione in presenza di debiti iscritti a ruolo 
Si ricorda inoltre che dal 1° gennaio 2011 l’art.31 D.L. n.78/10 ha introdotto il blocco alla possibilità di utilizzare in compensazione i crediti relativi alle imposte erariali (tra cui anche i crediti Iva) qualora il contribuente presenti ruoli scaduti di importo superiore ad € 1.500. 
La compensazione dei crediti torna ad essere possibile, quindi, solo dopo aver provveduto al pagamento dei ruoli scaduti, oppure alla loro compensazione da effettuarsi tramite modello di pagamento F24 e utilizzando il codice tributo “Ruol” istituito dalla risoluzione n.18/E/11.  
L’inosservanza del vincolo alla compensazione in presenza di debiti iscritti a ruolo,  viene punita con la sanzione pari al 50% dell’importo indebitamente compensato.

 

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