Regime agevolato dei contribuenti minimi: imposta sostitutiva 20%

Il regime dei contribuenti minimi è riservato alle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato che svolgono attività d'impresa, arte o professione, e che, nell'anno solare precedente, hanno conseguito ricavi o compensi in misura non superiore a 30.000,00 euro. I contribuenti minimi pagano solo una imposta sostitutiva dell’Irap, Irpef ed addizionali, nella misura del 20%.

Limite all'acquisto di beni strumentali, all’assunzione ed alle esportazioni
Il soggetto che opta per il regime semplificato non deve aver effettuato cessioni all'esportazione e non deve aver sostenuto spese per lavoro dipendente o per collaboratori nell’esercizio precedente. Inoltre, non deve aver erogato somme in forma di utili di partecipazione agli associati né aver acquistato, anche mediante contratti d'appalto e di locazione, nei tre anni precedenti a quello di entrata nel regime, beni strumentali di valore complessivo superiore a 15mila euro.

Semplificazioni rispetto ad una partita Iva ordinaria
L'adesione al regime dei contribuenti minimi comporta:
• l'esonero dagli obblighi di liquidazione e versamento dell'Iva e da tutti gli altri obblighi previsti quali registrazione delle fatture emesse degli acquisti, dichiarazione Iva e comunicazione. Anche ai fini delle imposte sui redditi, i contribuenti minimi sono esonerati dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili. Tuttavia si evidenzia che nonostante le semplificazioni per poter giungere al reddito oggetto dell’imposta sarà comunque necessario tenere una contabilità, soprattutto in quanto le imposte sono pagate sul reddito che emerge applicando il principio di cassa.
• Esonero da studi di settore e parametri, con conseguente esonero dalla compilazione del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell'applicazione degli studi di settore.
• Esonero dall’IRAP, essendo l’imposta del 20% sostitutiva oltre che dell’Irpef anche dell’Irap.

Determinazione del reddito imponibile secondo il principio di cassa
L'imputazione delle spese, dei ricavi e dei compensi al periodo d'imposta deve essere effettuata sulla base del principio di cassa.

A chi conviene il regime dei minimi?
Il regime dei minimi è conveniente per:
• professionisti ed imprese, che operano nel settore dei servizi ed hanno pochi costi da scaricare e non risultano quindi danneggiati dalla indetraibilità dell'IVA.
• Hanno un reddito che si avvicina alla soglia limite dei ricavi 30.000 euro, ma non lo supera.
• I professionisti che hanno come clienti i privati, non essendo dovuta la ritenuta;
• chi ha altri redditi che così può evitare il cumulo ( es. lavoratore dipendente che decide di aprire partita iva) ed essere tassato nella misura del 20%, anziché con aliquote Irpef progressive dal 23% al 43%.

Comparazione con la collaborazione a progetto
Dovendo optare per la soluzione più conveniente sotto il profilo fiscale e contributivo, per chi avesse la necessità di dover continuare a produrre redditi, anche successivamente al pensionamento, si espone quanto segue.
La continuazione di un’attività attraverso l’uso di una partita Iva dei Minimi da la possibilità di pagare un’aliquota secca del 20%, oltre al 13% di contributi inps (17% -4% a carico del committente), per un totale totale del 33%.
A fronte di una tassazione del contratto a progetto, ad aliquota ordinaria progressiva (dal 23% al 43%), oltre all’Inps nella misura dell’8,57% (1/3 del 25,72), per una percentuale totale che va dal 31,57% al 51,57%.

 

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