Notifica al coinquilino nulla

La vicenda oggetto di trattazione si riferisce alla pronuncia della Cassazione, Sez. VI Civ. - contenuta nella sentenza n. 2705 del 6 febbraio scorso, che attiene all'irritualità di una notifica, del prodromico avviso d'accertamento, avvenuta nelle mani di un soggetto convivente (trattasi nella fattispecie di un coinquilino) del soggetto interessato al provvedimento stesso. In realtà, l'esito preferibile della notificazione è quello che si verifica quando l'atto viene ricevuto dal destinatario in persona, " in mani proprie"; qualora ciò non sia possibile, il consegnatario va ricercato nel comune in cui risiede, presso l'abitazione o nell'ufficio in cui esercita l'attività lavorativa. Nel caso in cui non venga ulteriormente reperito in tali luoghi, il notificatore è autorizzato ad effettuare la consegna a "persone di famiglia o addette alla casa (qualora si proceda presso l'abitazione), all'ufficio o all'azienda" (ove si provveda presso i luoghi di lavoro)". In fatto e diritto, si ritiene che la posizione dei soggetti testé considerati giustifichi in caso di ricezione dell'atto (da parte loro), la presunzione di una certa e sollecita consegna dello stesso al rispettivo destinatario.

Ma specifichiamo meglio alcuni concetti:

- persone di famiglia, sono considerati tutti quei soggetti legati da un vincolo di parentela. Vi sono ricompresi i familiari anche qualora la compresenza in casa abbia carattere del tutto occasionale;

- addetti alla casa, possono essere considerati: il portiere dello stabile, l'inserviente o un collaboratore familiare stabilmente collocato nell'abitazione;

- per addetti all'ufficio o all'azienda, sono da intendere: il coadiuvante nell'impresa, un collega di studio ed in genere tutti quei soggetti che in ambito lavorativo risultino avere con l'interessato una comunanza di relazioni.

Detta presunzione viene considerata valida sul presupposto che tra i due soggetti, quindi tra colui che riceve l'atto e l'effettivo destinatario, sussista una relazione idonea a fare appunto presumere che il primo porti a conoscenza il secondo dell'atto ricevuto.

Del pari, in relazione alle indicazioni interpretative fornite, si osserva che la consegna di atti a soggetti non legati al destinatario effettivo dell'atto da notificare, da una relazione rientrante nel novero di quelle testé considerate, non si ritiene che realizzi e perfezioni la fattispecie notificatoria.

In tale ordine risultano essersi pronunciati i giudici di piazza Cavour in relazione alla contestata validità di una notifica, effettuata al coinquilino del destinatario dell'atto d'accertamento, confermando un datato è consolidato orientamento in base al quale in tema di notificazioni, la consegna di atti o documenti alla persona che, pur se coabitando (come nel caso del coinquilino) con il destinatario, non sia comunque a lui legata da alcuna relazione, non è legalmente assistita dalla presunzione di consegna sancita ex lege e che pertanto la rispettiva notificazione è da considerare affetta da nullità.

Fonte: Ratio

 

Invia qui il tuo quesito

Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi del del D.Lg 196/03 *
Copia qui il codice di controllo