Procedura per la definizione dei Processi Verbali di Constatazione

La definizione dei PVC deve necessariamente essere oggetto di un’opportuna riflessione sul costo dell’operazione, soprattutto considerando l’impossibilità di rinunciarvi una volta presentata l’istanza. 
Il contribuente deve decidere senza conoscere in concreto qual è l’esatto ammontare dovuto. Infatti, per esplicita previsione normativa è obbligatorio aderire integralmente ai rilievi sostanziali contenuti nel PVC, ossia le contestazioni che senza necessità di ulteriori indagini possono condurre a recuperi impositivi, ottenendo, quale “contropartita”, la riduzione delle sanzioni nella misura di 1/8 del minimo.

La difficoltà è rappresentato dal fatto che il PVC contiene soltanto la quantificazione degli importi contestati, ma non l’esatta determinazione delle imposte e dei contributi dovuti.
In sostanza, il PVC evidenzia esclusivamente recuperi in ordine a maggiori ricavi o minori costi, sottolineando l’incidenza di tali rilievi nei diversi settori impositivi (II.DD., addizionali, Irap, IVA). Soltanto in sede di “lavorazione” del PVC rispetto ai predetti rilievi saranno quantificate in maniera esatte le maggiori imposte dovute, nonché eventualmente i contributi.
Non si ritiene tanto in ordine alla valutazione di convenienza, che deve essere effettuata in riferimento alla potenziale capacità di contrastare i rilievi mossi nel PVC, quanto alla scelta di rateizzazione, che il contribuente deve già operare al momento della produzione dell’istanza.
La norma, infatti, dispone che sia il contribuente a dare comunicazione non soltanto della volontà di definire, ma anche dell’eventuale opzione per il pagamento rateale, presentando apposita istanza all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate e all’organo che ha redatto il PVC, entro 30 giorni decorrenti dalla data di consegna del verbale medesimo, che secondo l’Amministrazione finanziaria è da intendere come data in cui l’atto è “portato a conoscenza del contribuente”.
La domanda, inoltre, deve essere tempestiva. Infatti, eventuali comunicazioni presentate o spedite agli Uffici dell’Agenzia delle Entrate oltre i 30 giorni successivi a quello della consegna del PVC saranno considerate non ammissibili, così come ad analoga conclusione si perviene nel caso in cui la comunicazione non sia stata effettuata utilizzando il modello approvato o sia stata inoltrata senza allegare la copia del documento di riconoscimento del sottoscrittore.
 

Come si aderisce

  • Il modello di adesione, nello specifico, va presentato mediante:
    raccomandata con avviso di ricevimento (nel qual caso, ai fini della verifica del rispetto dei 30 giorni, fa fede il timbro dell’ufficio postale accettante);
  • in alternativa, con consegna diretta agli uffici interessati i quali rilasciano attestazione dell’avvenuta ricezione.
     

In caso di mancato pagamento delle somme dovute di cui al comma 3 il competente ufficio [...] provvede all'iscrizione a ruolo [...] a norma dell'articolo 14 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602”. Il punto cruciale è che le “somme dovute di cui al comma 3” sono tutte le somme dovute per la definizione, sia nel caso di pagamento in unica soluzione, sia nel caso di pagamento rateale.
Ed in merito l’amministrazione finanziaria nella circolare n. 55 del 2008 è chiara: il perfezionamento della procedura prescinde dal pagamento degli importi, tant’è che “è da escludere che l’adesione prestata dal contribuente possa essere dal medesimo revocata nelle more della notifica dell’atto di definizione”.
 

Quindi da ciò si evince che non soltanto i calcoli di convenienza, ma anche la scelta se rateizzare o meno, devono essere fatti in via prospettica e con una buona dose di attendibilità, perché una volta presentata la domanda di adesione il processo è irreversibile, non avendo il contribuente vie di uscita.

In pratica:
 

  • la procedura, una volta avviata a seguito della comunicazione, non può essere interrotta;
  • i pagamenti non sono necessari per il perfezionamento della procedura in quanto in caso di omissione l’ufficio procede al recupero mediante iscrizione a ruolo.
     

Entro i 60 giorni successivi alla comunicazione l’ufficio notifica al contribuente l’atto di definizione dell’accertamento parziale nel quale deve essere indicata, tra l’altro, la liquidazione delle maggiori imposte, delle sanzioni e delle altre somme eventualmente dovute.

Sotto il profilo della conclusione della procedura, la stessa si realizza con il pagamento delle somme dovute in un’unica soluzione, entro i 20 giorni successivi alla redazione dell’atto da parte dell’Agenzia delle Entrate, oppure in forma rateale in un massimo di 8 rate trimestrali di uguale importo (12 rate trimestrali se le somme dovute superano i 51.645,69 euro), delle quali la prima da versare entro il medesimo termine di 20 giorni, senza necessità di garanzia fideiussoria.

Il pagamento avviene utilizzando il modello F24 (per i codici versamento si consulti la risoluzione n. 426/E/2008), rispetto al quale si ritiene possibile anche la compensazione con altri eventuali crediti del contribuente.

 

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