Caratteristiche generali dell'MU

L'IMU o Imposta Municipale viene introdotta, in via sperimentale con decorrenza dall’anno 2012 fino al 2014 ed entrerà in vigore definitivamente, al termine della fase sperimentale, con decorrenza dal 1° gennaio 2015.

Quindi il provvedimento contenente "Disposizioni Urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici" , che ha previsto la reintroduzione dell’ICI sull’abitazione principale, non interesserà la prossima scadenza del 16 dicembre 2011, data entro cui deve essere versato il saldo del tributo relativamente al periodo d’imposta 2011. Fino al 31 dicembre 2011 l’abitazione principale risulta completamente detassata.

L' art. 13, che ha previsto l'introduzione dell'IMU, ha anche incrementato del 60%, solo ai fini della determinazione della base imponibile della nuova IMU, le rendite catastali. L’incremento degli estimi, effettuato attraverso l’applicazione di nuovi coefficienti moltiplicatori, è circoscritto, per cui continueranno ad applicarsi i precedenti criteri di determinazione della base imponibile ai fini dell’imposta di registro per i trasferimenti immobiliari. La norma ha infatti stabilito che l’IMU sarà applicata in base alle previsioni contenute negli articoli 8 e 9, D.Lgs. 14 marzo 2011, non prevedendo il richiamo all’art. 10 del medesimo decreto, che disciplina, invece, le imposte sui trasferimenti degli immobili.

Da quanto detto discende conseguentemente che, limitatamente al periodo sperimentale 2012-2014, l’IMU:

  • sostituisce l’IRPEF sugli immobili non locati e l’ICI;
  • riguarda esclusivamente il possesso degli immobili e non i trasferimenti dei medesimi.


I trasferimenti immobiliari continueranno ad essere soggetti all’imposta di registro e alle imposte ipotecarie e catastali fino a tutto il 31 dicembre 2014. La sostituzione di tali tributi con l’IMU dovrebbe avvenire con effetto dal 2015.

Con effetto dal 1° gennaio 2012 dell’anno successivo, la nuova IMU “sostituisce” l’IRPEF e le relative addizionali dovute sui redditi fondiari concernenti gli immobili non locati, e l’imposta comunale sugli immobili.
 

Nozione di Abitazione principale e base imponibile IMU

L’art. 13, comma 2, prevede un irrigidimento della nozione di abitazione principale, infatti per l'individuazione della stessa si fa riferimento all’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente. Pertanto, oltre ad utilizzare effettivamente l’immobile come propria dimora, dovrà risiedervi anagraficamente.
Sarà ammessa l’applicazione delle aliquote ridotte per una sola pertinenza relativamente a quelle classificate o classificabili nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, anche se iscritte in catasto unitamente all’unità ad uso abitativo.
Ai fini del calcolo IMU la base imponibile è costituita dal valore catastale dell’immobile, applicando alle rendite risultanti in catasto, vigenti al 1° gennaio dell’anno di imposizione, la rivalutazione del 5% e poi i seguenti moltiplicatori:

  • 160 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, con esclusione della categoria catastale A/10;
  • 140 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5;
  • 80 per i fabbricati classificati nella categoria catastale A/10;
  • 60 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D;
  • 55 per i fabbricati classificati nella categoria catastale C/1.
     

Per i terreni agricoli, il valore si ottiene applicando al reddito dominicale risultante in catasto (vigente al 1° gennaio dell’anno di imposizione) la rivalutazione del 25% e poi si applica ancora il coefficiente moltiplicativo pari a 120.
 

Aliquote IMU

L’aliquota base dell’imposta è pari allo 0,76%.

I Comuni potranno modificare l’aliquota base, aumentandola o diminuendola, con deliberazione del consiglio comunale, sino a 0,3 punti percentuali.
Per l'abitazione principale e alle relative pertinenze, l’aliquota è ridotta allo 0,4%. Anche la suddetta aliquota potrà essere aumentata o diminuita, con delibera del consiglio comunale, sino a 0,2 punti percentuali.
All’abitazione principale e alle relative pertinenze si detrarranno, fino a concorrenza del suo ammontare, 200 euro rapportate al periodo dell’anno durante il quale si protrae la predetta destinazione.
Nel caso in cui l’immobile sia destinato ad abitazione principale di più soggetti, la medesima detrazione deve essere suddivisa pro-quota. L’importo della detrazione può essere elevato dai comuni fino a concorrenza dell’imposta dovuta, nel rispetto dell’equilibrio di bilancio.
Un pò più complicato, una volta determinata l’imposta, il relativo versamento, per il quale il contribuente dovrà preventivamente provvedere ad individuare la quota destinata al comune e quella destinata nelle casse dell’erario.

La nuova imposta sembra avere una sua logica e coerenza tecnica, pertanto oltre ad assolvere alle impellenti necessità di finanza pubblica, sembra volta ad una logica di razionalizzazione del sistema impositivo sul patrimonio immobiliare.

 

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Dott.ssa Francesca Tranquilli

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