Controlli interni all'ente locale

L’approvazione della conversione in legge del DL n. 174/2012, avvenuta con legge n. 213/2012, ha apportato rilevanti novità che incidono notevolmente sul versante delle procedure interne, con l’introduzione di nuovi adempimenti per l’Ente su: controlli interni, pareri dei dirigenti, ruolo del dirigente finanziario, potenziamento dei controlli della Corte dei Conti, dichiarazioni di inizio e fine mandato, dichiarazioni della condizione patrimoniale degli amministratori.
Visto che alcuni obblighi entrano in vigore già dai primi giorni del nuovo anno si sintetizzano di seguito alcune novità affinché i responsabili dell’Ente individuati dalla norma si attivino con urgenza per l’adozione delle misure previste dalla norma approvata.
 

I CONTROLLI INTERNI
Entro il 10 gennaio 2013, l’Ente locale dovrà dare il regolamento con cui devono essere disciplinati i controlli interni.
L'art. 3 comma 2 del D.L. n. 174/2012 fissa anche la tempistica per adeguarsi alla riforma, prevedendo che "gli strumenti e le modalita' di  controllo  interno  di  cui  al comma 1, lettera d), (art. 147 e seg.)  sono  definiti  con  regolamento  adottato  dal Consiglio...". Si impone, quindi, agli enti locali di approvare in Consiglio Comunale, entro il 10 gennaio 2013, un regolamento disciplinante il sistema di controlli interni e di darne formale comunicazione al Prefetto ed alla sezione regionale di controllo della Corte dei Conti; detta norma prevede, inoltre, che in caso di inadempienza il Prefetto inviterà l'ente, che non abbia provveduto, ad adempiere entro il termine di 60 giorni. Decorso inutilmente anche questo termine, il Prefetto darà avvio al procedimento di scioglimento del Consiglio Comunale per gravi e persistenti violazioni di legge ex art. 141 lett. a) del TUEL.
La mancata adozione di questo regolamento viene sanzionata con il possibile scioglimento degli organi di governo. A tal fine il legislatore stabilisce che ciò avverrà in caso di mancata approvazione del regolamento entro i 60 giorni successivi alla diffida del Prefetto.
L’adozione del regolamento spetta al consiglio comunale, a quello provinciale, della unione dei comuni o della comunità montana.
Le forme di controllo interno previste dal legislatore sono le seguenti:
1.regolarità amministrativa e contabile;
2.di gestione;
3.sugli equilibri di bilancio;
4.strategico;
5.sulle società partecipate;
6.sulla qualità dei servizi.
Le prime 3, cioè regolarità amministrativa e contabile; di gestione e sugli equilibri di bilancio, si applicano in tutti gli enti locali.
Le altre 3, cioè strategico; sulle società partecipate e sulla qualità dei servizi, si applicano negli enti locali con popolazione superiore a 100.000 abitanti da subito, in quelli con popolazione superiore a 50.000 abitanti dal 2014 ed a 15.000 abitanti dal 2015.
La disciplina deve essere dettata nello specifico regolamento che le amministrazioni devono adottare, tranne che per il controllo sugli equilibri finanziari che deve essere disciplinato, sempre sulla base di una espressa disposizione legislativa, nel regolamento di contabilità.
Il DL 174 assegna direttamente la responsabilità al segretario per i controlli di regolarità amministrativa e contabile e per quello strategico, tranne per quest’ultimo che sia presente il direttore generale. La disposizione prevede inoltre che il dirigente o responsabile finanziario sia individuato come il soggetto a cui assegnare la responsabilità della verifica degli equilibri di bilancio. La disciplina di questa forma di controllo deve essere contenuta nel regolamento di contabilità.
Il controllo di regolarità amministrativa e contabile va disciplinato in modo differenziato per la fase preventiva (fase in cui si concretizza nel rilascio dei pareri tecnico e di regolarità contabile sulle proposte di deliberazione) e successiva (fase che è limitata solamente agli aspetti di regolarità amministrativa e che si concretizza nella verifica delle determinazioni, dei contratti ed in generale degli atti di gestione, anche a campione).
Il controllo strategico ha un carattere riassuntivo di tutte le forme di verifica; esso soddisfa in termini sostanziali a tutti i requisiti previsti dalla relazione sulle performance introdotta dal DLgs n. 150/2009, cd legge cd Brunetta.
Appare inoltre evidente il collegamento con questa disposizione anche per il controllo sulla qualità dei servizi erogati e del giudizio da parte degli utenti.
E’ quanto mai necessario che le varie forme di controllo interno siano tra loro unificate, quanto meno nella logica ispiratrice ed attraverso la introduzione di forme di raccordo e collegamento.
 

I PARERI DEI RESPONSABILI DEI SERVIZI
Aumenta il rilievo dei pareri resi dai responsabili dei servizi sulle proposte di deliberazione. In particolare, si deve segnalate come elemento di novità che gli organi politici possono non tenerne conto solamente sulla base di una adeguata motivazione. In questa scelta vi è un significativo rafforzamento della loro importanza, in quanto si obbliga l’organo di governo a formulare una scelta che in modo motivato deve non tenere conto delle indicazioni suggerite da parte dei responsabili. Il legislatore dispone inoltre testualmente che i pareri siano contenuti nel testo della deliberazione e/o della determinazione.
Ricordiamo che i pareri sono 2: quello di regolarità tecnica e quello di regolarità contabile, reso dal dirigente del settore finanziario, per le proposte che hanno effetti, anche indiretti, sulla “situazione economico-finanziaria o sul patrimonio dell’ente”.
 

IL DIRIGENTE DEL SERVIZIO FINANZIARIO
Vi sono novità che riguardano il responsabile del servizio finanziario, sia sul versante dei controlli da esercitare in particolare in materia di regolarità finanziaria, sia sul terreno della tutela della sua autonomia, sia sul terreno dei rapporti con la Ragioneria Generale dello Stato.
In primo luogo, il dirigente o responsabile si vede assegnati compiti significativamente accresciuti sul terreno dei controlli interni: la attribuzione della guida delle verifiche sugli equilibri di gestione, nonché l’inserimento nel regolamento di contabilità delle disposizioni sul controllo strategico e la previsione del suo coinvolgimento nel complesso dei sistema dei controlli ne sono la concreta dimostrazione.
 

LE DICHIARAZIONI DI INIZIO E FINE MANDATO
Tutti gli enti locali dovranno prevedere dichiarazioni di inizio e fine mandato da parte del vertice politico. Tali dichiarazioni dovranno essere presentate dal sindaco o presidente della provincia e dovranno essere predisposte dal segretario o dal dirigente del settore finanziario. E questa una scelta rimessa all’autonomia delle singole amministrazioni. La relazione di fine mandato deve essere sottoscritta entro il novantesimo giorno precedente la consultazione elettorale e deve essere, entro i 10 giorni successivi, certificata dal collegio dei revisori dei conti. Essa va trasmessa al tavolo tecnico interistituzionale costituito presso la Conferenza Unificata e deve inoltre essere pubblicata sul sito internet dell’ente. Il mancato rispetto di queste prescrizioni è sanzionato attraverso la irrogazione di specifiche sanzioni pecuniarie in capo al vertice politico e/o al soggetto incaricato della sua predisposizione. E’ stata introdotta anche la relazione di inizio mandato. Anch’essa deve essere adottata entro i 90 giorni successivi all’insediamento del vertice politico, che la deve sottoscrivere. Va preparata dal segretario o dal dirigente del settore finanziario, scelte che deve essere effettuata da parte dei singoli enti. Tale relazione può anche spingere l’ente ad avanzare la richiesta di accesso alle procedure di riequilibrio finanziario previste dalla normativa, ivi comprese quelle introdotte dallo stesso DL n. 174/2012.
 

I CONTROLLI DELLA CORTE DEI CONTI
L’articolo 3, comma 1, lettera e) della legge n. 213/2012, di conversione del DL n. 174, stabilisce che le sezioni regionali di controllo della Corte dei Conti debbano verificare ogni 6 mesi “la legittimità e la regolarità delle gestioni, nonché il funzionamento dei controlli interni ai fini del rispetto delle regole contabili e dell’equilibrio di bilancio di ciascun ente locale”. Tale verifica, per i comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti e per le province si baserà su una relazione trasmessa ogni 6 mesi dal sindaco, che si avvale a tale scopo del segretario o, se presente, del direttore generale. Quindi, la verifica della magistratura contabile riguarda tutte le amministrazioni locali, mentre il vincolo della trasmissione delle relazione riguarda solamente un gruppo di amministrazioni locali, quelle di maggiore dimensione.
Da sottolineare che il legislatore prevede espressamente la irrogazione di una specifica sanzione nel caso di mancata trasmissione della relazione: una multa a carico degli amministratori compresa tra 5 e 20 volte la retribuzione mensile loro dovuta.

 

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Dott.ssa Francesca Tranquilli

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