Lo statuto di Roma Capitale

Nella seduta del 7 marzo u.s. l’Assemblea di Roma Capitale ha approvato il nuovo statuto dando così attuazione ai decreti su Roma capitale n. 156 del 2010 e n. 61del 2012, emanati ai sensi  dell'articolo 24 della legge delega sul federalismo fiscale n. 42 del 2009.
Si tratta di uno statuto che introduce importanti innovazioni: dai tagli alle deleghe, ai tetti sugli stipendi, dal codice etico ad una maggiore delega ai municipi, introducendo peraltro una riorganizzazione moderna degli uffici.
La nuova “costituzione” del Campidoglio prevede infatti, tra l'altro, la diminuzione dei consiglieri da 60 a 48, i Municipi da 19 vengono portati a 15, vengono ridefiniti i rimborsi ed aumentate le quote rosa in Giunta. Infine, viene introdotta una procedura d'urgenza anti-ostruzionismo per l'approvazione dei provvedimenti fondamentali.
Con il varo dello statuto da parte dell’Assemblea si è evitato che vi provvedesse  il prefetto, visto che, in caso di mancata approvazione della delibera entro il 10 marzo, si sarebbe incorsi nel commissariamento.
Ma vediamo le principali novità introdotte dallo statuto.

Sindaco
Per l'approvazione dei provvedimenti fondamentali si introduce una procedura d'urgenza per combattere l’ostruzionismo: il Sindaco può far approvare in via d’urgenza deliberazioni necessarie “a garantire il tempestivo adempimento degli obblighi di legge o ad evitare l’omissione di atti fondamentali”, omissione “che possa recare grave pregiudizio alla regolarità e al buon andamento dell’azione amministrativa”.

Consiglieri
Il nuovo statuto ne prevede la diminuzione portandoli dai 60 attuali a 48.
La “dieta” imposta ai consiglieri non tocca però i consiglieri aggiunti, nel senso che salva i rappresentanti degli immigrati che vivono, lavorano o studiano nella città eterna. Saranno quattro o cinque (se scatta la "quota rosa"), in modo da garantire le pari opportunità: se i primi quattro eletti sono dello stesso sesso, scatta un seggio in più per il candidato dell’altro sesso più votato e le elezioni avverranno entro la fine dell’anno.
Quindi anche nella prossima Assemblea capitolina, così come nei consigli dei municipi, siederanno i rappresentanti degli immigrati che vivono, studiano o lavorano a Roma. Senza diritto di voto, certo, perché per quello necessita una legge nazionale, ma con la possibilità di intervenire su tutti gli argomenti all’ordine del giorno e proporre deliberazioni, in assemblea e nelle commissioni.
Le elezioni, secondo l’articolo 20 dello Statuto, si tengono “per ogni mandato, successivamente a quelle per il rinnovo degli organi di Roma Capitale, e comunque entro lo stesso anno solare”. Gli eletti restano in carica “sino al termine del mandato dell’Assemblea capitolina cui partecipano”.
Entro la fine di quest’anno, quindi, dopo le elezioni amministrative del 26 e 27 maggio, anche gli immigrati a Roma torneranno alle urne. Potranno farlo tutti gli “”stranieri che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età, legittimamente presenti nel territorio nazionale e residenti a Roma o ivi aventi il domicilio per ragioni di studio o di lavoro”.
La permanenza nello statuto della figura del consigliere aggiunto è stata molto apprezzata dalle comunità straniere dal momento che, fino a quando non venga loro riconosciuto il diritto di voto amministrativo, questo è il miglior mezzo di rappresentanza di cui dispongono.

Pari opportunità e quote rosa
Gli articoli 4 e 5 stabiliscono la presenza di almeno un terzo di donne nelle società partecipate e l'articolo 25 impone, per la prima volta in Italia, la presenza del 50% di donne nella giunta di Roma Capitale.

Municipi
Da 19 vengono portati a 15 ed il taglio di quattro Municipi sembra che consentirà, secondo le prime elaborazioni, un risparmio annuale, fra gettoni di presenza dei Consiglieri e riorganizzazione degli uffici, pari a 15/ 20 milioni di euro.
L’Assemblea Capitolina ha già approvato l’11 marzo la delibera che ridisegna la mappa dei Municipi. Vengono accorpati il I Municipio (Centro Storico) con il XVII, il II con il III, il VI con il VII e il IX con il X.
Conseguentemente alla riduzione numerica e ai suddetti accorpamenti cambia anche la numerazione dei 15 Municipi così ridefiniti. Il I Municipio sarà formato dagli attuali I e XVII; il II dagli attuali II e III; il III coinciderà con l’attuale IV e il IV con l’attuale V; il nuovo V sarà l’unione tra gli attuali VI e VII; il VI corrisponderà all’attuale VIII; il VII coinciderà con l’unione degli attuali IX e X; l’VIII sarà formato dall’attuale XI; il IX dal XII; il X coinciderà con quello che fino a ora è stato il XIII e l’XI con quello che è stato il XV; così di seguito il XII sarà il vecchio XVI e il XIII sarà formato dal territorio del XVIII; il XIV da quello del XIX e il XV da quello del XX.

Denominazione dell’ente e dei suoi organi, altre novità terminologiche.
Recependo la riforma che ha trasformato il Comune di Roma in ente speciale territoriale, lo Statuto fissa per questo il nome di Roma Capitale. Analogamente il Consiglio Comunale prende il nome di Assemblea Capitolina. Il tutto, per sottolineare il nuovo status e il conseguente miglioramento dell’amministrazione della città metropolitana che è anche Capitale d’Italia. Altra svolta sul piano lessicale, l’eliminazione del termine disabilità in favore di diverse abilità.

Principi dell’azione di governo, trasparenza, informazione, partecipazione
L’azione amministrativa di Roma Capitale non s’impronta più solo ai criteri di trasparenza, imparzialità, efficienza e rapidità ma anche a quelli di economicità ed efficacia, come previsto dalle direttive europee.
Trasparenza e informazione si coniugano nel nuovo Statuto all’avvento delle tecnologie. Fondamentale il sito Internet di Roma Capitale: al suo interno il cittadino deve poter trovare il bollettino dell’ente, gli indirizzi, i provvedimenti e le proposte di carattere generale e di iniziativa popolare. Obiettivo, il “rispetto del diritto del cittadino ad essere informato e a partecipare attivamente alla vita politica della città”. Favorisce la partecipazione anche la riduzione del numero delle sottoscrizioni utili a presentare un referendum consultivo o abrogativo.
Lo Statuto, infine, prevede il rafforzamento delle relazioni tra Roma Capitale e la Città del Vaticano per migliorare l’organizzazione dei grandi eventi e fissa formalmente due date: quella tradizionale del 21 aprile come giorno del Natale di Roma e quella del 16 ottobre come giornata simbolo del rifiuto di qualsiasi forma di violenza, a perenne monito contro ogni manifestazione di intolleranza ideologica, razziale e religiosa.
 

Dott.ssa Maria Rosaria Pacelli

 

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