Pubblicita per le sovvenzioni nelle Pubbliche Amministrazioni

L’art. 18 del D.L. 22 giugno 2012, n. 83.
Dal 1° gennaio 2013 è divenuto pienamente operativo l’art. 18 del D.L. 22 giugno 2012, n. 83,  che impone di dare piena pubblicità alle erogazioni di denaro pubblico di qualunque genere.
Si ricorda che il D.L. n. 83/2012, recante “Misure urgenti per la crescita del Paese”, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, nel disporre ulteriori interventi per lo sviluppo economico e sociale, reca, tra le altre, al Titolo II, le “Misure urgenti per l’agenda digitale e la trasparenza nella pubblica amministrazione”.
In tale ottica, si pone l’articolo 18 del suddetto decreto, rubricato“Amministrazione aperta”, che dispone “La concessione delle sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari alle imprese e l’attribuzione dei corrispettivi e dei compensi a persone, professionisti, imprese ed enti privati e comunque di vantaggi economici di qualunque genere di cui all’articolo 12 della legge 7 agosto 1990, n. 241 ad enti pubblici e privati, sono soggetti alla pubblicità su rete internet, ai sensi del presente articolo e secondo il principio di accessibilità totale di cui all’articolo 11 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150”.
In detto articolo sono anche indicate, al comma 2, le informazioni che debbono essere riportate in un apposito link, ben visibile sulla home page del sito internet istituzionale, nella sezione “Trasparenza, valutazione e merito”, di cui al decreto legislativo n. 150 del 2009.
I dati da pubblicare riguardano: a) il nome dell’impresa o altro soggetto beneficiario ed i suoi dati fiscali; b) l’importo; c) la norma o il titolo a base dell’attribuzione; d) l’ufficio e il funzionario o dirigente responsabile del relativo procedimento amministrativo; e) la modalità seguita per l’individuazione del beneficiario; f) il link al progetto selezionato, al curriculum del soggetto incaricato, nonché al contratto e capitolato della prestazione, fornitura o servizio.
I dati devono essere riportati in formato elettronico di testo per l’importazione ed esportazione in formato tabellare, in modo da essere facilmente accessibili dall’home page e dai motori di ricerca.
Le disposizioni del citato articolo trovano applicazione nei confronti di tutte le pubbliche amministrazioni centrali, regionali e locali nonché delle aziende speciali e delle società a prevalente partecipazione o controllo pubblico.
Dal contenuto dell’articolo e dalla relativa collocazione nell’ambito del D.L. n. 83/2012, risulta evidente come il legislatore abbia inteso favorire la ripresa economica del Paese  anche attraverso un più decisivo impulso al processo di trasparenza avviato con la legge n. 241/1990 e ss.mm.ii..
Per assicurare il pieno rispetto della norma, il comma 5 introduce un particolare regime sanzionatorio, laddove dispone che “A decorrere dal 1° Gennaio 2013, per le concessioni di vantaggi economici successivi all’entrata in vigore del presente decreto legge, la pubblicazione, ai sensi del presente articolo costituisce condizione legale di efficacia del titolo legittimante delle concessioni ed attribuzioni di importo complessivo superiore a mille euro nel corso dell’anno solare previste dal comma 1, e la sua eventuale omissione e incompletezza è rilevata d’ufficio dagli organi dirigenziali e di controllo sotto la propria diretta responsabilità amministrativa, patrimoniale e contabile per l’indebita concessione o attribuzione del beneficio economico. La mancata, incompleta o ritardata pubblicazione è altresì  rilevabile dal destinatario della  prevista  concessione  o  attribuzione  e  da chiunque altro abbia interesse, anche ai fini  del  risarcimento  del danno  da   ritardo   da   parte   dell'amministrazione,   ai   sensi dell'articolo 30 del codice del processo  amministrativo  di  cui  al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104”.

L’applicazione della norma.
Quanto sopra premesso, si rende necessario definire, in via preliminare, il campo di applicazione della norma in esame, con l’individuazione delle fattispecie per le quali deve trovare applicazione la specifica disciplina di pubblicità sul sito internet, con riferimento:
a) ad ogni e qualsiasi erogazione finanziaria a favore di soggetti economici rientranti nel c.d. sistema impresa;
b) all’attribuzione (a chiunque) di qualsiasi somma a titolo corrispettivo e/o di compenso a persone, professionisti, imprese ed enti privati;
c) all’erogazione di qualsiasi vantaggio economico, di qualunque genere di cui all’articolo 12 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e ss.mm.ii., ad enti (e, quindi, non solo persone giuridiche, ma anche associazioni, organismi vari, ecc.) pubblici e privati.
A proposito di tale ultimo punto, si evidenzia come la tipologia ivi contemplata si riferisca agli enti pubblici e privati senza peraltro indicare le persone, intese come persone fisiche atteso che nel concetto di ente rientra anche la persona giuridica, ragion per cui sembrano doversi escludere dalla previsione le sovvenzioni e i contributi di tipo sociale, erogati a favore di persone fisiche. Per la pubblicità di tale tipologia di benefici, si richiamano le disposizioni del Garante per la Protezione dei dati personali di cui alle Linee Guida del 2 marzo 2011, indicazioni da considerare tuttora valide per tutti gli aspetti compatibili con le nuove disposizioni.
Per assolvere agli obblighi di pubblicità, nel rispetto dei contenuti previsti dal legislatore, e per assicurare pubblicità ed accessibilità, tramite internet, ai dati richiamati dalla normativa in argomento, le Amministrazioni dovranno avvalersi dei sistemi informatici a servizio dei processi di dematerializzazione che dovevano già essere in atto.
Va  precisato che gli incarichi di lavoro autonomo sono assoggettati alle diposizioni legislative in esame e che una parte delle informazioni richieste dalla norma de qua sono già reperibili nei  Portali istituzionali delle PP.AA., enti locali inclusi, in attuazione degli obblighi di trasparenza, segnatamente all’interno del canale “ Incarichi di lavoro autonomo” della sezione “ Trasparenza, valutazione e merito”, ove debbono essere pubblicati, ai sensi della specifica normativa recata dall’articolo 53, comma 14, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come modificato da ultimo dalle lettere h) e i) del comma 42 dell’articolo 1 della legge 6 novembre 2012, n. 190, gli elenchi dei collaboratori/soggetti esterni cui sono affidati incarichi per i quali è previsto un corrispettivo.
La completezza e l’esaustività dei contenuti dei provvedimenti dirigenziali di impegno, riguardanti in particolare le fattispecie indicate nel comma 1 dell’articolo 18, dovranno consentire un immediato rispetto della norma in argomento. Infatti, i dati soggetti a pubblicazione, indicati nel comma 2 dell’art. 18, dovranno essere obbligatoriamente evincibili dall’atto dirigenziale con il quale si dispone l’intervento.
Le Amministrazioni pertanto dovranno rendere disponibile nel loro portale istituzionale, nella sezione Trasparenza Valutazione e Merito, (istituita ai sensi del dlgs 150/2009), un nuovo canale dedicato all’Amministrazione Aperta, tramite il quale il cittadino potrà accedere ai dati indicati dalla normativa in argomento.
L’analitica previsione delle conseguenze del mancato rispetto dell’obbligo di trasparenza, sia in termini di responsabilità da parte degli organi dirigenziali e di controllo, che in termini di validità ed efficacia dell’erogazione nonché la connessa rilevabilità, oltre che dal destinatario, anche da parte di chiunque abbia interesse, finanche ai fini del risarcimento dei danni da ritardo da parte dell’amministrazione, evidenzia l’intento del legislatore di garantire la più ampia applicabilità dei principi in tema di trasparenza contenuti nell’articolo in esame.

La situazione attuale e la delibera CIVIT.
Nonostante il preciso obbligo normativo, occorre rilevare che a quasi un mese dalla data del 1 gennaio 2013 fissata dal legislatore quale termine a decorrere dal quale la pubblicazione dei dati è condizione legale di efficacia del titolo legittimante delle concessioni, solo poche Amministrazioni si sono adeguate, mettendo online compensi e contributi per cui si è ancora lontani dal traguardo dell’amministrazione aperta voluto dal legislatore.
Infatti, visitando i siti di ministeri, regioni, province e comuni, è ancora abbastanza raro trovare tutte le informazioni obbligatorie. In alcuni casi, le pagine risultano in costruzione, le informazioni sono carenti (spesso, ad esempio, vi sono solo quelle relative ad incarichi e consulenze) o non aggiornate, i link sono assenti o non funzionanti.
Molte amministrazioni adducono quale giustificazione problemi tecnici quale l’indisponibilità di sistemi informatici adeguati alla mole di dati da correlare. Ma  non si può non rilevare una certa insofferenza, tipica della P.A. italiana, alle iniezioni di trasparenza. In più, pesa l’attuale situazione  di stallo politico, che non agevola l’attuazione dei provvedimenti varati dal governo uscente.
I rischi della mancata osservanza del dettato normativo sono però alti perché  si tratta sia di un obbligo a tutto campo, visto che riguarda tutte le sovvenzioni, contributi, sussidi e ausili finanziari alle imprese, nonché l’attribuzione dei corrispettivi e dei compensi a persone, professionisti, imprese ed enti privati sia di un obbligo immediatamente cogente per tutti (amministratori centrali, regionali e locali, aziende speciali e società in house).
A tale ultimo proposito importante è il chiarimento effettuato dalla CIVIT (Commissione Indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l’Integrità delle Amministrazioni Pubbliche) con la deliberazione n. 35 adottata il 21 dicembre 2012.
La Commissione, a seguito delle numerose richieste in ordine all’applicabilità delle disposizioni dell’art. 18 prima ancora dell’adozione, prevista entro il 31 dicembre 2012, del regolamento alla cui emanazione il Governo è autorizzato ai sensi del comma 6 dello stesso articolo, ha effettuato una interpretazione sistematica delle previsioni contenute nei singoli commi dell’articolo in esame. In particolare viene osservato che il quarto comma dell’articolo in esame stabilisce “che le disposizioni dell’articolo costituiscono diretta attuazione dei principi previsti dall’art. 97 della Costituzione, con la conseguenza che, trattandosi di previsioni che rientrano nell’ambito della potestà legislativa esclusiva dello Stato ai sensi dell’art. 117, comma 2 della Costituzione, tutte le amministrazioni e gli enti prima richiamati vi si devono “conformare” entro il 31 dicembre 2012; conferma se ne trae dalla circostanza che unica eccezione è quella delle regioni ad autonomia speciale (e, deve ritenersi, in via interpretativa, anche delle province autonome di Trento e Bolzano), per le quali, fermo restando il termine prima richiamato, l’adempimento deve avvenire “secondo le previsioni dei rispettivi statuti”.
Del resto, sempre secondo la Commissione, il comma 6 non incide sull’immediata applicabilità delle disposizioni sin qui richiamate, ma si limita ad escludere dall’ambito di applicazione i pagamenti obbligatori relativi al rapporto di lavoro dipendente e ai connessi trattamenti previdenziali e contributivi, che, peraltro, hanno sul punto un’autonoma disciplina e, per il resto, ad autorizzare il Governo ad adottare, entro il 31 dicembre 2012, previo parere della Conferenza unificata, un regolamento al fine di coordinare le disposizioni prima esaminate con quelle elencate nella prima parte dello stesso comma 6  - e cioè l’art. 12 della legge n. 241/1990; il decreto legislativo n. 82/2005 (Codice dell’amministrazione digitale), il decreto legislativo n. 163/2006 (Codice dei contratti pubblici), il decreto legislativo n. 159/2011 (Codice delle leggi antimafia e di prevenzione), il decreto legge n. 52/2012 (previsioni in tema di acquisizioni di beni e servizi) - e precisando che comunque restano ferme tali ulteriori forme di pubblicità.
La Commissione ha dunque concluso che, nella ricostruzione sistematica delle disposizioni dell’articolo, il previsto obbligo di tutte le amministrazioni, delle aziende speciali e delle società in house di conformarsi entro il 31 dicembre 2012 ai principi costituzionali non può, in ogni caso, essere interpretato nel senso che la mancata adozione delle iniziative per adempiere al relativo obbligo possa implicare un differimento sine die della piena operatività dell’articolo.
In conclusione, l’inosservanza del disposto normativo in esame non trova giustificazione alcuna,  per cui è auspicabile che le pubbliche amministrazioni a tutt’oggi inadempienti si attivino quanto prima, se non altro per non incappare nelle pesanti conseguenze previste per coloro che, dirigenti e responsabili dei servizi, firmano i provvedimenti di erogazione.

Dott.ssa Maria Rosaria Pacelli

 

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