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Bancarotta fraudolenta per l'acquisto delle quote di una srl
La Corte di Cassazione con sentenza del 15 luglio 2010, n. 27610 ha condannato un soggetto per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale a seguito del fallimento di una s.r.l., per aver indotto la società ad acquistare delle quote da un’altra s.r.l. con pagamento del prezzo in contanti a favore dei soci titolari della partecipazione, il cui valore era decisamente inferiore al prezzo corrisposto dalla società, la quale si trovava già in stato d’insolvenza. Nella controversia la difesa ritiene che non si sia integrato il reato, di bancarotta fraudolenta, non essendo stato provocato un danno effettivo al patrimonio della società fallita, essendo dovere principale dell'imprenditore di gestire correttamente l'impresa e di non disperdere il patrimonio che rappresenta la garanzia dei creditori. Secondo la Suprema Corte nell’esborso di denaro tra le due s.r.l., quella acquirente poi fallita e l’altra della quale la prima acquistava delle quote partecipative, si è verificata una perdita di attività patrimoniale. Nel caso in cui, come nella fattispecie oggetto della controversia in esame, l’amministratore di una srl in crisi (poi fallita) ha proceduto all’acquisto di partecipazioni in altre società ad un prezzo superiore a quello di mercato compensando il debito societario, sussistente nei confronti dei soci un’operazione di distrazione fraudolenta, integrandosi quindi il reato di bancarotta fraudolenta. N.S. 25-10-10 Tags: Consulenza legale - Questo articolo è stato commentato 0 volte Vuoi aggiungere anche tu un commento? Clicca qui |
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