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Importazioni e registrazione bolletta doganale

Importazioni e registrazione bolletta doganale

a cura del Dot.. Luca Mezzanotte

La bolla (o bolletta) doganale è un documento consistente in una dichiarazione compilata e sottoscritta dal contribuente, relativa alla destinazione della merce e prodotta all’autorità doganale al fine della liquidazione dei diritti doganali dovuti.
Effettuata la visita con il concorso del proprietario e liquidati i diritti, la dichiarazione è annotata nel registro corrispondente all’operazione compiuta e munita di numero e data: il documento assume così valore di bolletta doganale e attesta l’avvenuto pagamento dei diritti dovuti o l’adempimento delle formalità prescritte in relazione alle diverse destinazioni doganali date alle merci.
La bolletta, consegnata al proprietario, è il solo documento che comprova il pagamento dei diritti o l’adempimento delle formalità.
A seconda del movimento di merci che è chiamato a legittimare, la bolletta assume qualificazioni diverse: le bollette di accompagnamento seguono le merci da una dogana (non competente a sdoganarle) all’altra; le bollette di importazione servono per asportare le merci dagli spazi doganali dopo il pagamento dei diritti, in caso di importazione definitiva; le bollette di temporanea importazione o esportazione contengono l’indicazione dello scopo per il quale si vogliono temporaneamente importare o esportare le merci, nonché il termine entro il quale devono essere riesportate o reimpostate; le bollette di introduzione in deposito permettono che le merci estere siano depositate in locali posti sotto la diretta custodia della dogana.
In determinate ipotesi, la bolletta doganale ha valore sostitutivo della bolletta di accompagnamento istituita agli effetti dell’IVA .
Per quanto riguarda l’assoggettamento a IVA delle merci importate o esportate, ricordiamo che le importazioni sono tutte operazioni imponibili (anche se effettuate da privati), mentre le esportazioni sono operazioni non imponibili.
In caso di importazione le aliquote IVA applicate sono le stesse in vigore per le merci nazionali; l’imposta però non è indicata sulla fattura del venditore estero, ma viene calcolata e pagata in dogana per cui lo Stato la riscuote immediatamente, sulla singola operazione, non periodicamente per masse di atti economici.
Anche in caso di esportazione l’IVA non viene indicata sulla fattura a carico del cliente estero; tuttavia, poiché le operazioni non imponibili sono regolate dalle norme IVA e concorrono a formare il volume di affari, è consentito all’esportatore di detrarre in sede di liquidazione l’imposta pagate sulle merci e servizi acquistati oppure di effettuare gli acquisti in sospensione di imposta (nei limiti del plafond risultante dalle operazioni effettuate nell’anno precedente) .
Per quanto attiene l’applicazione dell’IVA sulle merci importate, la base imponibile è costituita dal suddetto valore utilizzato per il calcolo dei dazi, aumentato dai diritti doganali e dalle spese fisse fino alla frontiera italiana (per le merci importate alla condizione trasporto pagato fino a destinazione, la base imponibile IVA comprende anche gli oneri sino al magazzino del compratore come risultano dal documento di trasporto che le accompagna).
Il raccordo tra il valore imponibile agli effetti del dazio doganale (a carico delle merci provenienti dai paesi extracomunitari) e l’imponibile IVA può essere cosi sintetizzato :
 valore normale delle merci franco partenza (FOB)
+ spese di trasporto e assicurazione sino alla frontiera CEE
 ______________________________________________
= base imponibile per il dazio doganale
+ dazio doganale e altri diritti
+ spese fino alla frontiera italiana
+ spese di inoltro al luogo interno di destinazione
 ______________________________________________
= base imponibile IVA

Art. 67 – D.P.R. 633/1972   Importazioni
L’articolo 1 del decreto IVA stabilisce che le importazioni sono soggette all’imposta, da chiunque siano effettuate. Se colui che introduce i beni opera nell’esercizio d’impresa, arti o professione, può detrarre l’imposta ai sensi e con le limitazioni poste dall’articolo 19 e seguenti, mentre il privato paga l’imposta e ne resta “inciso”.
L’imposta è dovuta in dogana all’atto della introduzione materiale dei beni nel territorio italiano da colui che presenta la “dichiarazione doganale” o del soggetto per conto del quale viene eseguite l’importazione.
L’IVA è corrisposta per ogni singola operazione nei modi e nei termini previsti dalla normativa doganale (DPR n. 43 del 23 gennaio 1973, Testo Unico delle Leggi Doganali).
Il pagamento dell’IVA deve essere eseguito dal proprietario della merce o da colui che la detiene al momento del passaggio della linea doganale. A questo riguardo si osserva che le disposizioni in materia doganale consentono a soggetti diversi dal proprietario effettivo delle merci di operare in dogana in nome proprio e per conto del proprietario, posto che tali disposizioni considerano come proprietario delle merci colui che le presenta in dogana o le detiene al momento dell’entrata nel territorio doganale o dell’uscita dal territorio stesso .

Art. 25 - D.P.R. 633/1972    Registrazione degli acquisti
Nel registri degli acquisti vanno annotate le fatture ricevute e le bollette doganali relative ai beni e ai servizi acquistati o importati nell’esercizio dell’impresa, arte o professione.
La registrazione delle bollette doganali di importazione esclude l’obbligo della numerazione e della annotazione nel registro delle fatture provenienti da fornitori esteri; tali documenti vanno invece registrati agli effetti della contabilità generale seguendo le regole proprie.
Per ciascuna fattura il contribuente deve indicare:
• la data di emissione, indicata dal fornitore sulla fattura stessa;
• il numero progressivo che lui stesso ha attribuito alla fattura all’atto del suo ricevimento. Non è invece richiesto il numero di fattura attribuito dal fornitore;
• l’ammontare imponibile, distinto per aliquota applicabile;
• l’imposta relativa;
• la denominazione del fornitore.
I dati vanno riportati come risultano sulla fattura del fornitore senza apportare alcuna correzione nel documento. Eventuali rettifiche potranno essere operate solo ai sensi dell’articolo 26.
Per le bollette doganali deve essere rilevato sul registro l’ammontare imponibile, l’imposta, e invece della indicazione del fornitore, la denominazione della dogana ove sono state eseguite le operazioni, nonché il modello doganale.
Per le operazioni non imponibili o esenti, deve essere indicato anche il titolo di inapplicabilità dell’imposta e la relativa norma di riferimento, in analogia a quanto già previsto per la fatturazione (articolo 21) e la relativa registrazione (articolo 23).
Bolle doganali – registrazioni: per le bollette doganali, il contribuente annoterà nel registro degli acquisti la specie (se cioè Mod. A/46 o Mod. A/22) e gli estremi di ogni bolletta nonché l’ufficio doganale presso il quale è stata emessa [ CM 874/33650, 19.12.72 ] .

Esempio di registrazione di una bolla doganale
Una società in accomandita semplice acquista della merce da un fornitore estero, che risiede cioè in un Paese al di fuori dell’Unione Europea, ad esempio Pakistan.
L’operazione posta in essere dalla società è un ‘importazione ed è soggetta ad IVA.
Nel caso delle importazioni l’IVA viene pagata dall’importatore (la società dell’esempio) in dogana o anticipata per suo conto dallo spedizioniere-trasportatore all’atto dello sdoganamento della merce. L’operazione è comprovata da un documento che prende il nome di bolla doganale, sulla quale risulta l’IVA pagata dalla società, nonché gli eventuali diritti doganali previsti e pagati anch’essi.
Le registrazioni da effettuare sono le seguenti.

Bolla doganale

Il valore della merce acquistata ammonta ad € 2.500,00. La dogana su tale importo calcola i diritti doganali, applicando ad esempio una percentuale del 5,8%. L’IVA (aliquota 20%) viene calcolata su un imponibile di € 2.645,00, dato dalla somma del valore della merce più i diritti doganali [€ 2.500,00 + € 145,00].

La bolla doganale va registrata nel registro IVA acquisti. Occorre perciò effettuare una registrazione che consenta di rilevare il credito IVA derivante dall’acquisto.

Per fare ciò si crea un fornitore fittizio, denominato ad esempio “Fornitore dogana”, mentre l’imponibile IVA viene registrato in un conto denominato “Acquisti extra CEE”.

La scrittura, che confluirà anche nel libro giornale, è la seguente:

  ≠  

a FORNITORE DOGANA    €3.174,00
IVA ns/CREDITO     €   529,00
ACQUISTI EXTRA CEE     €2.645,00

Fattura di acquisto del fornitore estero
Il fornitore estero (pakistano), invierà alla società una fattura, che espone l’importo della merce pari ad € 2.500,00. ovviamente tale documento non è comprensivo di IVA e non deve essere registrato sul registro IVA acquisti. Perciò si effettua una rilevazione in partita doppia che sarà riportata nel solo libro giornale.

MERCI C/ACQUISTI a FORNITORE ESTERO €2.500,00

Fattura dello spedizioniere (trasportatore)
In genere le spese di sdoganamento sono anticipate dallo spedizioniere, il quale riporta tali somme sulla fattura relativa al trasporto ed intestata all’importatore (la società dell’esempio).
Le spese di sdoganamento anticipate dallo spedizioniere per conto del cliente-importatore sono escluse dalla base imponibile IVA. Per cui lo spedizioniere emette una fattura che comprende il compenso per l’attività di trasporto, più l’IVA relativa a tale compenso, più il rimborso delle spese anticipate per conto del cliente, sulle quali non applicata l’IVA.
Si ipotizza che lo spedizioniere emetta una fattura per un importo pari ad € 1.035,81 cui:
- € 300,00 come compenso per il trasporto;
- €   60,00 come IVA calcolata sul compenso;
- € 529,00 come imposte anticipate per conto del cliente;
- € 145,00 come spese doganali;
- €     1,81 come imposta di bollo sulla fattura.
La fattura dello spedizioniere deve essere registrata sia nel registro IVA acquisti sia nel libro giornale. La scrittura è la seguente:

a FORN. SPEDIZIONIERE €1.035,81
IVA ns/CREDITO     €   60,00
SPESE DI TRASPORTO     € 300,00
SPESE DOGANA ANTIC.Vs/CONTO     € 529,00
SPESE/DOGANALI      € 145,00
SPESE E BOLLI      €      1,81
       
Giroconti
È necessario procedere ad una serie di giroconti, in modo da chiudere il conto fittizio appositamente creato “FORNITORE DOGANA”, nonché i conti “ACQUISTI EXTRA CEE” e “SPESE DOGANA ANTIC. Vs/CONTO”. La registrazione da effettuare è la seguente:

FORNITORE DOGANA a €3.174,00
    ACQUISTI EXTRA CEE €2.645,00
    SPESE DOGANA ANT.VS/CONTO € 529,00

                                 

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